domenica 15 maggio 2011

Tre "possibili" soluzioni energetiche

Sempre in tema di soluzioni energetiche. La prima mi fa pensare a Henri de Saint-Simon...


UN LAGO DI COMO CHE VALE 400 CENTRALI IDROTERMICHE


"Ipotizzando di abbassare di un grado la temperatura del lago di Como, otterremmo un'energia pari a quella di 400 centrali, capaci di produrre 26 miliardi di kwh. Valore di mercato? Dai 2 ai 4 miliardi di euro".

A lanciare l'idea, Mario Raimondi, professore del Dipartimento di chimica, fisica ed elettrochimica dell'Università degli studi di Milano nel corso di un convegno giovedì sera a Villa Monastero a Varenna dedicato alla geotermia e alla possibilità di sfruttamento dell'acqua del Lario per alimentare più e più sistemi di pompe di calore al servizio del teleriscaldamento. Questo, nell'ottica di ridurre il ricorso alle fonti energetiche tradizionali, puntando su un'energia, quella idrogeologica, sicuramente ancora poco utilizzata ma, al contempo, dai potenziali interessanti.

Lo scenario dipinto da Raimondi ha due distinte chiavi di lettura. La prima è di natura strettamente economica. "Stimando il volume del lago pari a 22, 5 chilometri cubi con una profondità media di 150 metri possiamo ipotizzare che, abbassando di un grado la temperatura del bacino, produrremmo qualcosa come 26miliardi di kwh, con un valore di mercato pari a 2-4miliardi di euro".

Numeri importanti, che, ovviamente, servono per dare la dimensione della risorsa più che a fotografare un bilancio vero e proprio. Di sicuro, "ci si può pensare".


IL MARCIAPIEDE CHE PRODUCE ENERGIA CAMMINANDOCI SOPRA


Produrre energia camminando sul marciapiede. Succede se si passeggia su questo particolare prototipo, creato dall'azienda francese Viha Concept, sperimentato a Tolosa e ora installato a Bruxelles proprio di fronte alla sede del parlamento europeo. La pavimentazione funziona grazie a dei micro sensori come spiega il presidente della Viha Concept, Laurent Villerouge. "Recuperiamo energia dal movimento dei passanti - racconta - Ogni pedone schiaccia le lastre, l'energia meccanica si trasforma in elettrica e noi possiamo immagazzinarla. Il marciapiede è completato con pannelli fotovoltaici che forniscono energia solare alimentando luci che possono sostituire i lampioni". Non è un'idea del tutto nuova, sensori di questo sono già stati messi sotto la pista di una discoteca a Londra e nella stazione della metropolitana di Shibuya a Tokyo dove ogni giorno passano 900mila persone.


MILANO: LA RIVOLUZIONE DELL'ENERGIA GEOTERMICA


Normalmente si preferisce installarli in palazzi di nuova costruzione. Ma, grazie a una tecnologia all'avanguardia, ora gli impianti geotermici (che sfruttano cioè il calore della terra) possono essere realizzati anche in edifici già costruiti. Primo caso a Milano gli immobili di corso Vercelli 23-25 e di via Mauri 6. Qui, con un intervento di riqualificazione energetica che impiega questa fonte rinnovabile, si mira a passare dalla classe G attuale alla B (la A e l'A+ sono possibili solo per gli edifici di nuova costruzione).

PERFORAZIONE - "Normalmente per perforare il terreno sono necessarie torri alte 8-9 metri", spiega Isabella Goldmann, architetto responsabile del coordinamento dei progettisti e della direzione lavori. "Ma utilizzando un moderno macchinario già impiegato negli Usa e nel resto d'Europa, siamo riusciti a ridurre l'altezza a 2, 70 metri e a scavare nei garage dei palazzi. Per attingere al calore si scende a 115 metri di profondità e, con l'aiuto di una pompa per i momenti di picco, si ottiene acqua calda ed energia sufficiente per riscaldare (o raffreddare) gli appartamenti. Il tutto abbattendo del 79 per cento i costi di riscaldamento, del 30% il fabbisogno di energia termica e del 70 per cento le emissioni di CO2. Poi, oltre al geotermico, in corso Vercelli saranno realizzati un "tetto giardino" sui garage, un tetto ventilato e una serie di interventi di coibentazione per ridurre gli sprechi energetici.

COSTI - Costo dell'operazione: quattro milioni di euro. Circa 500 euro al metro quadrato, che il Fondo pensioni per il personale Cariplo, committente del progetto, ha sborsato per i lavori, il cui termine è previsto per settembre. Difficile però trovare casi simili a Milano e in Italia: "Per una questione di convenienza di costruttori e di architetti si preferisce realizzare impianti energetici da fonti rinnovabili costruendo ex novo", sottolinea Goldmann. "In realtà basta avere a disposizione macchinari all'avanguardia e garage abbastanza estesi per inserire nel sottosuolo le sonde e il geotermico si può fare anche in palazzi meno recenti".

SCETTICISMO - Più scettici i tecnici di Assimpredil, l'associazione che riunisce i costruttori edili, che spiegano: "Il geotermico è difficile da realizzare perché necessita di scavi in profondità, cosa non facile in città, data la scarsa presenza di vaste aree di terreno libero". Anche sui costi, per Assimpredil, va detto che "sono alti, soprattutto per la fase degli scavi". Tutti d'accordo però nell'affermare che, se le condizioni di fattibilità del progetto sussistono, "l'energia geotermica è una fonte pulita e rinnovabile che permette un grande risparmio in termini di CO2 ed è quindi auspicabile usarla anche in città".

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