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mercoledì 31 luglio 2013

Le cooperative salveranno il mondo! - Jacopo Fo

L’unico modo per uscire dalla crisi è cooperare.
Ma la sinistra non lo sa.




Dobbiamo rilanciare il movimento cooperativo.
Questo è l’imperativo assoluto per il movimento progressista.
La cooperazione è l’unico strumento in mano ai lavoratori per costruire da subito un argine contro la disoccupazione, la miseria, il caro casa, la crisi dei servizi pubblici.
La cooperazione non solo rende più ricche le famiglie ma migliora contemporaneamente la qualità della vita. È gratificante lavorare per sé e non per un padrone. È gradevole dal punto di vista delle relazioni far parte di una comunità che condivide intenti, desideri e risorse.
Cooperare dà dignità alle persone perché esse sentono di avere il potere di migliorare la propria vita senza dover obbedire ad altri.
E come ha dimostrato Andreotti il potere allunga la vita.

Ma la sinistra italiana è oggi scarsamente interessata ai vantaggi della cooperazione. I sindacati metalmeccanici sono duramente impegnati in una vertenza che ha lo scopo di ottenere un aumento salariale di meno di 200 euro all’anno. Non stanno invece investendo energie nell’organizzare una convenzione assicurativa che permetta ai lavoratori di risparmiare 400 euro all’anno sull’assicurazione auto.
Il sindacato non vuol capire che per i lavoratori, verrebbero molti più vantaggi dalla consociazione degli acquisti che dalle vertenze salariali.
Non c’è logica.
Il grande gruppo d’acquisto Bilanci di Giustizia, nato a Padova negli anni ’90, ha dimostrato, che una famiglia di operai risparmia più di uno stipendio all’anno consociando i consumi alimentari e domestici e praticando sistemi di baratto.
Ma ci vuol poco a pensare che il risparmio sarebbe ben più consistente se fosse esteso ai servizi bancari, assicurativi, telefonici e a tutta la gamma dei consumi.
E non c’è nessuna vertenza sindacale che possa dare una casa a milioni di giovani che alle condizioni attuali non se la possono permettere. E ci sono centinaia di famiglie che l’hanno capito e si stanno costruendo la casa in cooperativa.
Solo a Perugia, che grazie al sindaco Boccali è oggi all’avanguardia nell’autocostruzione, sono stati già costruiti 97 appartamenti.



La cooperazione sta già oggi dando risultati straordinari in tutti i settori: operai che occupano le fabbriche e le autogestiscono, gruppi di acquisto, banche del tempo, sistemi di baratto via web come www.reoose.it , ecovillaggi, cohousing, auto condivise, asili nido autogestiti, gruppi di autoaiuto.
Oggi la cooperazione lavorativa muove l’8% del Pil, ed è il settore produttivo che meno risente della crisi, sta addirittura assumendo!
Ed è evidente che senza l’apporto essenziale del movimento cooperativo la crisi attuale sarebbe ben più disastrosa, ci sarebbero più italiani ridotti alla fame e i saccheggi dei centri commerciali.

Nonostante questi fatti evidenti, anche i media solo raramente si occupano di questo tema (tra le rare eccezioni Gad Lerner).
Nonostante questo disinteresse, il movimento cooperativo sta iniziando a far capolino nella Politica con la P maiuscola.
A Messina, Renato Accoranti, un perfetto sconosciuto, ha sbaragliato il candidato del Pd. Dietro a questa vittoria c’è un gruppo di cooperative sociali e associazioni che sta facendo un lavoro veramente innovativo. Ad esempio, nel 2007 hanno capito che il finanziamento del fotovoltaico offriva una possibilità straordinaria. Si sono fatti affidare parecchi tetti da amministrazioni pubbliche ed enti vari e hanno costruito un sistema di impianti fotovoltaici che oggi fa incassare soldi per le attività solidali.
Cosa sarebbe successo se le migliaia di cooperative italiane avessero fatto lo stesso?
Le potenzialità del movimento cooperativo sono immense.

Con questo articolo vorrei aprire il dibattito.
Ma contemporaneamente vorrei darmi da fare: stiamo realizzando il censimento di tutte le associazioni, cooperative, gruppi solidali che sono interessati a mettersi in rete.
Con Alcatraz e Il Nuovo Comitato Nobel per i Disabili Onlus vogliamo quindi offrire servizi a questo movimento, offrire strumenti di connessione, e di formazione.
Vogliamo metterci al servizio di questo movimento contribuendo con le nostre professionalità.
E cerchiamo volontari disposti a collaborare.
Porteremo avanti questo lavoro parallelamente all’aiuto diretto alle persone in difficoltà, ma siamo convinti della necessità di approntare piani d’azione che vadano al di là del primo soccorso, progettando appunto un contributo allo sviluppo della cooperazione.

Ti interessa? Collegati domenica 14 luglio alle ore 21,30 con  http://www.alcatraz.it e partecipa alla videoconferenza-chat-skype. Oppure scrivi a  gabriella@comitatonobeldisabili.it

Su questo argomento vedi anche:
Abbiamo già preso il potere in Italia ma non se ne è accorto nessuno.
Il mondo è cambiato (avevano ragione i Maya)
Un articolo dedicato ai superspecialisti del web appassionati di previsioni sulla rete del futuro.

P.s. Ringrazio Gad Lerner per avermi segnalato il libro di Luigino Bruni Le prime radici (ed. Il Margine) che mostra in modo documentato come il movimento cooperativo, fin dai primordi medioevali, sia la base ideale e materiale che rese possibili le grandi conquiste sociali. E dimostra pure che solo attraverso un cambio di parametro in senso cooperativo si possa superare il crollo dell’attuale sistema produttivo ed etico.



Fonte:  http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/07/12/cooperative-salveranno-mondo/653723/

mercoledì 29 agosto 2012

100 sindaci firmano una Carta contro lo spreco di cibo - Last Minute Market

“Nordest Spreco Zero”: parte dalla città di Trieste la campagna di sensibilizzazione contro lo spreco alimentare che coinvolge i cittadini del nordest e alla quale hanno già aderito 100 sindaci e le regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia. I pubblici amministratori sottoscriveranno la “Carta Nordest Spreco Zero” – formulata sulla base di una Dichiarazione congiunta di cittadini, esperti e operatori – il prossimo 29 settembre 2012, in occasione della prima “Giornata contro lo spreco di cibo” promossa da Last Minute Market.

“Nordest Spreco Zero” è molto più di uno slogan e di un auspicio: è un percorso concreto che coinvolge 100 sindaci del nordest del Belpaese - con capofila il Comune di Trieste, Roberto Cosolini, affiancato dai governatori delle Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia – nella sottoscrizione della “Carta Nordest Spreco Zero”. Dieci buone pratiche che raccolgono in modo concreto l’impegno assunto dal Parlamento europeo, lo scorso 19 gennaio 2012, di evitare lo spreco di alimenti.

La Carta contiene una serie di strategie tese a migliorare l’efficienza della catena alimentare nell’UE, come proposto dalla Commissione per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale sulla base della Dichiarazione congiunta contro lo spreco di cibo elaborata da Last Minute Market nel quadro della campagna europea “Un anno contro lo spreco” – sottoscritta da molte personalità della cultura, della scienza, delle istituzioni.

I 100 sindaci sottoscriveranno la Carta durante la cerimonia pubblica prevista per sabato 29 settembre 2012 a Trieste, nell’ambito della prima edizione di “Trieste Next – Salone Europeo dell’Innovazione e della Ricerca Scientifica” (28-30 settembre 2012). L’iniziativa è stata presentata nel corso di una conferenza stampa alla quale sono intervenuti, tra gli altri, il sindaco di Trieste, Roberto Cosolini, e l’agroeconomista Andrea Segrè, ideatore e presidente di Last Minute Market.

Lo spreco alimentare è uno scandaloso paradosso del nostro tempo. Mentre, da un lato, vi è la necessità di aumentare la produzione di cibo del 70% nei prossimi anni per poter nutrire una popolazione che conterà 9 miliardi nel 2050, dall’altro nel mondo si spreca più di un terzo del cibo che viene prodotto. Se si potessero recuperare tutte le perdite alimentari e tutti gli scarti, si potrebbe dare da mangiare – per un anno intero! – a metà dell’attuale popolazione mondiale: cioè a 3,5 miliardi di persone.

“Proprio a partire da queste considerazioni e da questi dati”, ha spiegato Andrea Segrè, Preside della Facoltà di Agraria a Bologna e fondatore di Last Minute Market, “nel 2010 abbiamo avviato la Campagna Europea di sensibilizzazione “Un anno contro lo spreco”, in stretta partnership col Parlamento europeo-Commissione Agricoltura”.

“La crisi globale, paradossalmente, può offrire un’occasione di cambiamento, e in questo senso la società civile può dare un indirizzo importante alle forze politiche ed economiche“, ha continuato Segrè. “La “Carta Nordest Spreco Zero” è un esempio importante: formulata sulla base di una Dichiarazione congiunta di cittadini, esperti e operatori, verrà adottata dai pubblici amministratori e diventerà buona prassi quotidiana per i cittadini amministrati. Le nostre azioni, anche se piccole, possono veramente portare a un mondo nuovo. Dobbiamo tornare a credere nel nostro ruolo di individui-cittadini attivi nella società“.

Il sindaco di Trieste, Roberto Cosolini, ha sottolineato come “nella “Carta contro lo Spreco”, non ci sono solo belle e generiche parole, ma contiene impegni amministrativi seri, ad esempio legati ai bandi pubblici per i servizi di ristorazione, dove viene chiesto alle aziende partecipanti, attribuendo adeguati punteggi, di ridurre gli sprechi delle derrate alimentari e di favorire l’utilizzo di prodotti a Km zero”. “E’ un impegno serio”, ha concluso il primo cittadino, “per un salto di qualità nel rapporto tra gli enti locali e le comunità di appartenenza, a favore di un consumo responsabile e senza sprechi”.

Con la sottoscrizione della “Carta Nordest Spreco Zero” verranno rese subito operative alcune delle indicazioni contenute nella Risoluzione Europea contro lo spreco, che ha l’obiettivo di dimezzare, entro il 2025, sprechi e perdite alimentari: gli amministratori si impegnano a sostenere tutte le organizzazioni pubbliche e private che recuperano, a livello locale, i prodotti rimasti invenduti e scartati per redistribuirli gratuitamente alle categorie di cittadini al di sotto del reddito minimo.

mercoledì 15 agosto 2012

Bisogna sporcarsi le mani - Paolo Barnard

"L’economia mi annoia, è un peso sullo stomaco, è grigia, è persino squallida in talune istanze. Ma oggi mi occupo solo di quella, come un forsennato. Ecco perché.

Io sono un uomo che fu segnato da un destino: non essere indifferente all’ingiustizia, alla crudeltà, alla sofferenza che entrambe generano. A poco più di vent’anni partii per la mia guerra al male. E fin lì tutto era ok. Oggi ho 54 anni. Per quasi un quarto di secolo la mia guerra fu tutta sbagliata. Non per colpa mia. E’ un fatto istintivo che quando ci si schiera dalla parte del bene si è buoni, e si fanno le cose buone, belle. Cioè, amare, soccorrere, indignarsi, darsi agli altri, esaltare la compassione, incitare la solidarietà, e mischiarsi ai tuoi simili buoni e belli, le ‘belle anime’.

E allora ci furono gli anni di Amnesty e della lotta alla tortura nel mondo, l’incontro coi sopravvissuti del Cile e della Turchia. I tavolini in città per le firme. Poi lo slancio per la Palestina, in piazza coi compagni e i reportage per smuovere il pubblico contro i crimini sionisti. Nel frattempo ci si infilavano giorni e notti con i disagiati sociali e i senza dimora, lotte nelle strade, cosa incredibili per essere accanto a quelli che nessuno vuole. Che amicizie, che episodi da groppo in gola, cose, volti, momenti ben oltre la poesia, altro che poesia. L’Aids mieteva i miei coetanei, scoprivo la disumanità degli ospedali e del rapporto con la morte e i morenti. Anni di fianco a loro, anche qui, scontri feroci con sindaci, amministratori e primari, e di nuovo, fiumi di vita che nessun film saprebbe mai raccontare… i miei medici ammalati… Incrocio Padre Alex Zanotelli, Don Arrigo Chieregatti, gli uomini di Dio ‘illuminati’, le marce della pace, la denuncia del debito che uccide l’Africa, sì al commercio equo solidale, io, Paolo Barnard di Report, ci metto la faccia e la telecamera, ce la faremo!, ora c’è anche Don Ciotti con noi, e Grillo. Ma anche Gherardo Colombo di Mani Pulite, insieme, alle conferenze, siamo carisma liquido e la gente fiocca a noi. Io contro la Guerra al Terrorismo, la mia ricerca negli archivi segreti straccia il velo che copre le sembianze ributtanti dall’Amico Americano. Gherardo porta il rispetto delle regole e la Costituzione ai bambini, ai pensionati, con una serenità che muove il cuore. Bello eh?

Inutili poveri sciocchi, tutti noi, io, me, loro. Scoprirlo dopo tanta vita e impegno fu tragico per me.

Chi è il Vero Potere? Nessuno di noi lo sapeva, neppure lontanamente. Dove sta? Cosa fa? Perché esso non si cura mai, mai, mai, mai e neppure per mezzo istante di ciò che tutto quel mondo così bello e buono fa, farà e ha sempre fatto? Risposta: perché siamo anime belle che danzano armati di tanta aria, carta velina, colori, sospiri, pensieri, tramonti, lacrime, stelle filanti, stelle cadenti e fuochi fatui. Ma anche avessimo i partiti, i parlamenti, le televisioni, la polizia, i palazzi, saremmo ugualmente innocui per loro. Loro sanno che tutto è innocuo al mondo per loro, tranne una cosa. Tranne UNA, che “annoia, è un peso sullo stomaco, è grigia, è persino squallida in talune istanze”. L’economia. Tranne l’economia. Quella la temono, e il terrore che il Vero Potere cova in segreto è che l’economia gli scappi dallo scrigno e si sparga per le strade, dove la gente la potrebbe raccogliere, guardare dapprima come un coso alieno, poi magari capirla, aiutati da qualcuno, e magari dominarla, e sì!, DOMINARLA, USARLA, E DIVENIRE I VERI PADRONI DEL MONDO E DEI PROPRI DESTINI. Noi, la gente. Di questo e solo di questo hanno il terrore i padroni del mondo. Noi, quelle belle anime, non l’avevamo capito. Non avevamo compreso che l'economia data o sottratta decide ogni singola vita umana su questo pianeta come null'altro può deciderla.

Lo compresi finalmente. Se voglio davvero, ma DAVVERO, salvare il mondo dalla sofferenza e dalla crudeltà io devo sporcarmi le mani con quella cosa grigia, tecnica, fredda come la morte, pesante, che si chiama economia. Non c’è altra strada. Addio groppi in gola, serate fra compagni, occhi lucidi nel pubblico, addio fiumi d’amore spendibili subito, colori e feste dei giusti, addio a voi tutti anime belle, il volto di questo giornalista giacobino è ora la faccia di chi scandisce percentuali di PIL e Bilanci Settoriali. Ho dovuto sporcarmi le mani, e devo continuare a farlo. Se vogliamo salvare l’amore, la democrazia, la dignità anche fra le mura familiari, i poveri, l’Africa, le leggi, i diritti costituzionali, e i sofferenti, se vogliamo fermare il mostro globale del potere di pochi sullo strazio o sull'apatia di miliardi di altri, dobbiamo dominare l’economia e con essa sporcarci le mani 24 ore su 24.

Non c’è nulla al di sopra, è il punto d’arrivo di qualsiasi lotta per l’umanità del vivere, tutto ciò che gli sta sotto, o di fianco, o da altre parti è inutile. E io oggi sono qui."

giovedì 7 giugno 2012

Perchè essere Vegani? - Why Vegan - Gary Yourofsky

Il discorso di Gary Yourofsky sui diritti animali e sul veganismo tenuto ad Atlanta presso il Georgia Institute of Technology nell'estate del 2010.

Il link della successiva sessione di Domande e Risposte:
http://www.youtube.com/watch?v=rOQk7-L7iH0&feature=youtu.be

Per maggiori info in italiano su come "vivere senza crudeltà":

http://www.vegfacile.info (Facile guida al veganismo)
http://www.vegan3000.info (Migliaia di ricette ovviamente vegan)
http://www.veganhome.it (Conosci altri vegan!)
http://www.agireora.org (Attivismo e informazioni in difesa degli animali)
http://www.scienzavegetariana.it (Associazione di specialisti e dottori vegetariani)
http://www.informazionealimentare.it (Forum di discussione su argomenti nutrizionali)
http://www.tvanimalista.info (Video animalisti)
http://www.vegpyramid.info (Le linee guida vegetariane per gli italiani)
http://www.infolatte.it (Informazioni sulla produzione e il consumo di latte di origine animale)
http://www.novivisezione.org (Fermiamo la vivisezione, falsa scienza!)
http://www.ricercasenzaanimali.org (Un altra ricerca è possibile)
http://www.consumoconsapevole.org/ (Comitato di consumatori per acquisti cruelty-free)

Link di FAQ sul veganismo, realizzate da Riccardo B. di Animalstation.it, se non trovate le risposte cercate o avete altri dubbi rivolgetevi nei forum di discussione linkati in precedenza.
Animal Station FAQ: http://www.animalstation.it/public/wordpress/?page_id=289



Download Link (avi, 1.44GB):
http://bit.ly/GaryFile

Il sito di Gary:
http://www.adaptt.org

Per contattarlo direttamente:
garytofu@earthlink.net

Il canale youtube di Gary:
http://www.youtube.com/user/adapttvideo

Liberamente riadattato dal video e dai sottotitoli presenti nel canale di TheAnimalHolocaust: http://www.youtube.com/watch?v=es6U00LMmC4

lunedì 4 giugno 2012

Estratti da Apologia per John Brown - H.D.Thoreau

Riporto di seguito alcuni estratti da Antologia per John Brown di Thoreau, in quanto ritango che possano essere utili per stimolare la riflessione sul nostro ruolo nella società, soprattutto in "tempi duri" come questi.


Non andò ad Harvard – quella buona e vecchia Alma Mater; non fu nutrito con la pappa che vi si somministra. Confessò lui stesso: “Non so più grammatica d’uno dei vostri vitelli”. Ma andò alla grande università dell’Ovest, dove assiduamente perseguì lo studio di una materia per la quale aveva mostrato una spiccata inclinazione, lo studio della libertà, e laureatosi diverse volte in quella disciplina cominciò finalmente, nel Kansas come tutti sanno, la pubblica professione di umanità. Queste erano le sue humanae litterae, non lo studio della grammatica. Avrebbe pronunciato una parola greca sbagliandone gli accenti, ma avrebbe raddrizzato un uomo che stesse per cadere.

“Preferirei” disse “avere il vaiolo, la febbre gialla e il colera tutti insieme al mio campo, piuttosto che un uomo senza principi… E’ uno sbaglio, signore, pensare, come fa il nostro popolo, che i ribaldi siano i migliori combattenti e gli uomini più adatti da opporre ai sudisti. Datemi uomini di buoni principi – uomini timorati di dio – uomini che abbiano rispetto di se stessi, e con una dozzina di questi io mi opporrò a qualsiasi numero di nemici, come questi banditi di Buford (un colonnello schiavista contemporaneo di Thoreau NdR).

Non attribuì solamente il proprio successo alla “sua stella” o a qualche altra magia. Disse, giustamente, che la ragione per cui tali forze superiori di numero gli cedevano, era – come confessò uno dei suoi prigionieri – che non avevano una causa per cui combattere, una specie di armatura, questa, che né a lui né al suo partito mancò mai. Quando fu l’ora, risultarono ben pochi gli uomini disposti a dare la vita in difesa di ciò che sapevano sbagliato; non volevano che quello fosse il loro ultimo atto in questo mondo.

Noi aspiriamo ad essere qualcosa di più che stupidi e timidi beni mobili che fingono di leggere la storia e la Bibbia, ma insozzano ogni casa e ogni giorno nei quali respirano.

(Riferito ai giornalisti dell’epoca che si fecero beffe del gesto di John Brown NdR) Certo tu puoi guadagnare di più con un quarto di latte che non con un quarto di sangue al tuo mercato, ma non è là che porta il suo sangue un eroe.
Tali persone non sanno che il frutto è come la semente e che nel mondo morale quando si pianta un buon seme un buon frutto è inevitabile, indipendentemente dal nostro annaffiarlo o coltivarlo; che quando si pianta, o seppellisce, un eroe sul campo, una messe d’eroi spunta su, senza fallo. Questa è una semente di tale forza e vitalità che non chiede il nostro permesso per germogliare.

Senza dubbio molti sono ben disposti ma sono pigri per costume e carattere e così non possono pensare che un uomo sia mosso da motivi più alti dei loro. Conseguentemente, decidono che quest’uomo è pazzo poiché sanno che essi non possono agire come lui, fintantoché resteranno se stessi.

L’uomo pensoso diviene eremita nelle strade del mercato.

Importanti e influenti direttori di giornali, usi a trattare con i politicanti, uomini d’un livello infinitamente inferiore, dicono nella loro ignoranza che Brown agì “per vendetta”. Non conoscono l’uomo. Non ho alcun dubbio che verrà il giorno in cui cominceranno a vederlo com’era. Devono concepire un uomo di fede e principi religiosi, non un politicante o un indiano; un uomo che per dare la vita alla causa degli oppressi non attese d’essere personalmente ostacolato o impedito a compiere qualche affare di scarsa importanza.
Era un uomo superiore. Non diede nessun valore alla sua vita fisica, di fronte agli ideali. Non sottoscrisse ingiuste leggi umane, ma gli resisté come sentiva dentro di sé. Una volta tanto siamo alzati sopra la trivialità e la polvere della politica, nella regione della verità e della virilità.


Nel suo caso non vi sono eloquenze oziose e preparate, discorsi da fanciulle, complimenti all’oppressore – la sua ispiratrice è la verità, e la sincerità forbisce le sue frasi. Poteva permettersi di perdere il suo fucile modello Sharp fintantoché conservava la sua capacità di far discorsi – un fucile infinitamente più sicuro e di più lunga portata.

Parliamo di un governo rappresentativo; ma che mostro di governo è quello nel quale le più nobili facoltà della mente e l’intero cuore non sono rappresentati?
Il solo governo che io riconosca è quel potere che stabilisce la giustizia sulla terra, mai quello che vi stabilisce l’ingiustizia.

Se dei privati sono costretti a compiere le funzioni del governo per proteggere i deboli e dispensare giustizia, allora il governo diventa solo un mercenario, un impiegato che compie solo uffici servili o di poca importanza.

Quando mai i buoni e i coraggiosi furono in maggioranza? Avreste voluto che aspettasse fino a quel momento?

Io parlo per gli schiavi quando dico che preferisco la filantropia del Capitano Brown a quella che se non mi uccide neppure però mi libera.

Questi uomini, insegnandoci a morire, al tempo stesso ci hanno insegnato a vivere.

E’ forse impossibile che un individuo abbia ragione e un governo abbia torto? Forse che le leggi devono essere imposte solo perché furono fatte? O devono essere dichiarate giuste da un quasiasi numero di uomini quando questi sanno che non sono giuste? E’ necessario che un uomo sia uno strumento per compiere un fatto che la sua natura migliore disapprova? E’ forse intenzione dei legislatori che gli uomini giusti siano sempre impiccati? E i giudici, devono forse interpretare la legge alla lettera senza interpretarne lo spirito? Che diritto avete, voi, a stringere un patto con voi stessi impegnandovi a fare questo o quello contro la luce che è in voi?
Che gli avvocati decidano solo su casi di poco conto. Gli affaristi possono deciderlo da sé. Se fossero gli interpreti delle leggi eterne che giustamente legano l’uomo (a giudicare), allora la cosa sarebbe diversa. Ma è una ben ingannevole fabbrica di leggi questa che per metà è in terra schiava e per metà in terra libera! Che razza di leggi per uomini liberi potete aspettarvi?


“Nessuno mi mandò qui: fui spinto da me stesso e dal mio Fattore. Non mi riconosco alcun padrone di forma umana.” John Brown

lunedì 7 maggio 2012

La Cooperazione: cos'è e perchè può creare un mondo migliore - Stefano Zamagni

Stefano Zamagni, rinomato economista e docente presso l'Università di Bologna Alma Mater, presenta la cooperazione (l'impresa cooperativa) rispondendo a tre domande fondamentali:
1- Cos'è la cooperazione?
2- In che cosa si caratterizza il modo di agire cooperativo rispetto ad altri modi di agire
3- Perché nelle attuali condizioni storiche un giovane, o una persona in generale, dovrebbe essere interessato all'agire cooperativo?

Buona visione

martedì 17 gennaio 2012

Aggiornamento Convegno MMT - 24,25,26 Febbraio

Aggiornamento sul convegno MMT a cui parteciperò personalmente il 24,25 e 26 Febbraio:


"IL SUMMIT PER REAGIRE AL COLPO DI STATO FINANZIARIO CHE HA TERMINATO LA NOSTRA DEMOCRAZIA E CHE STA ‘ARGENTINIZZANDO’ L’ITALIA DEL LAVORO E DEI DIRITTI SI SVOLGE:

IL 24/25/26 FEBBRAIO

DOVE? ANCORA NON LO SAPPIAMO

PERCHE’? PERCHE’ SIETE PIU’ DEL DOPPIO DEL PREVISTO E TROVARE UNA STRUTTURA ADATTA CON PREZZI INFERIORI AI 35 MILA EURO DI TARIFFA PER I 3 GIORNI, CHE SIA FACILMENTE RAGGIUNGIBILE IN TRENO SENZA DOVER FARE 10 CAMBI, CHE NON SIA A OLTRE 3 KM DALLA STAZIONE, CON NEI PRESSI BED & BREAKFAST ECONOMICI PER OLTRE 1300 PERSONE CON CAMERE A NON OLTRE 30 EURO A PERSONA, E’ UN’IMPRESA. NON VI DICO L’ANSIA PER QUESTO.

SUL FRONTE POSITIVO: I 5 SONO IN ARRIVO E SONO ENTUSIASTI. I TEMI CHE TRATTERANNO SONO: LA MMT AL COMPLETO – IL GOLPE NELLE UE - SVELARE I MERCATI E COSA FANNO – I CRIMINI DI WALL ST. – I GOLPISTI EUROPEI NOMI E COGNOMI – COME USCIRE DALL’EURO E SALVARE L’ITALIA. UNA DELEGAZIONE DAI BLOG POLITICI ANTAGONISTI GRECI VERRA’, E STA PUBBLICANDO CIO’ CHE SCRIVO SUI 5 MAGGIORI BLOG GRECI. IL NETWORK AMERICANO DI PACIFICA WBAI E DEMOCRACY NOW! MANDA UNA TROUPE A FILMARE TUTTO PER FARE DEGLI SPECIALI SUL NOSTRO MOVIMENTO DA TRASMETTERE NEGLI USA; SONO IMPRESSIONATI DA CIO’ CHE STIAMO ORGANIZZANDO, CHE NEPPURE NEGLI USA STA ACCADENDO.

IMPORTANTE: APPENA AVRO’ LA SEDE, VI VERRA’ MANDATA UNA MAIL PER RICEVERE DA VOI LA CONFERMA DI CHI VERAMENTE VERRA’.

ATTENZIONE, QUESTO E’ FONDAMENTALE, PERCHE’ SE CI FARETE PRENOTARE 400 POSTI E 400 CUFFIE PER LA TRADUZIONE IN PIU’ DEL NECESSARIO, POI MAGARI NON VENITE, SIGNIFICA 20.000 EURO BUTTATI AL VENTO.

SIATE RESPONSABILI E NON FATECI SPRECARE LE RISORSE DI TUTTI. SE CONFERMATE SIGNIFCA CHE VERRETE. OK? ASPETTATE LE MAIL DI RICHIESTA CONFERMA.


A PRESTO SPERO. GRAZIE DI TUTTO. BARNARD"

William Black
Marshall Auerback
Michael Hudson
Stephanie Kelton
Alain Parguez











Tratto da: http://www.paolobarnard.info/

mercoledì 4 gennaio 2012

"A Corporation Is Not A Person!" - Senator Sanders

Interessante discorso del senatore Bernie Sanders sulla decisione della corte suprema di considerare le imprese come delle persone, riconoscendogli dei diritti.

Fa abbastanza impressione vedere accostate le parole "diritto" e "impresa", soprattutto in un periodo di grandi "contraddizioni" (che con un pizzico di supponenza, forse, potremmo anche definire "ingiustizie").
Si vede che la "più grande democrazia del mondo" è intrinsecamente altruista, dato che prima di pensare ai diritti dei suoi componenti (esseri umani) pensa a quelli delle imprese.

venerdì 18 novembre 2011

La Disobbedienza Civile - H.D.Thoreau 2

Parole di grandissima attualità del grande Thoreau, leggete...

“La legge non riuscì mai a rendere gli uomini più giusti neppure di tanto; anzi, proprio per il rispetto che portano alla legge, persino uomini di buoni principi si trasformano, quotidianamente, in agenti di ingiustizia. Voglio dare un esempio delle conseguenze comuni e naturali di un non-dovuto rispetto alle leggi. Prendiamo un gruppo di soldati, colonnello, capitano, caporale, soldato semplice, inservienti, tutti in marcia, in perfetto ordine e per monti e per valli: vanno alla guerra non solo contro la loro volontà, ma anche contro il buon senso e la loro coscienza.
Una marcia faticosa, non c’è che dire, da cardiopalma. E sanno tutti benissimo di trovarsi in un maledetto pasticcio, è gente pacifica. Adesso però che sono? Uomini o non piuttosto fortini e casematte ambulanti, al servizio di qualche potente senza scrupoli? Bisogna andare nelle caserme dove si esercitano i marines per capire che razza d’uomini può creare il nostro governo e a cosa ridurli – pure ombre, ricordi di uomini, già sepolti sotto le armi, con accompagnamento funerario.
E’ così che la massa degli uomini serve lo Stato, non come uomini coraggiosi, ma come macchine, con il loro corpo.
Nella maggioranza dei casi non c’è nessun libero esercizio del giudizio e del senso morale, sono al livello del legno, della terra, delle pietre. Suppongo che se facessimo degli uomini di legno sarebbero altrettanto utili. E’ un tipo d’uomo che non richiede maggior rispetto che se fosse fatto di paglia o altro. E tuttavia, normalmente, quegli uomini sono considerati buoni cittadini.
Altri – come la maggioranza dei legislatori, dei politicanti, degli avvocati, dei preti e dei tenutari di cariche – servono lo Stato soprattutto in base a ragionamenti astratti; e poiché fanno assai di rado distinzioni morali, hanno la stessa probabilità di servire Dio che, senza volerlo, di servire il diavolo.
Pochissimi – gli eroi, i patrioti, i martiri, i riformatori in senso ampio e gli “uomini” – servono lo Stato anche secondo la loro coscienza: e così, nella maggior parte e di necessità, si oppongono al governo che di solito li considera nemici.
Una persona saggia servirà solo come uomo, e non si sottometterà ad essere “creta”, e a “chiudere un buco perché non entri il vento”, lascerà quell’incarico alla propria polvere, perlomeno.
Ma al giorno d’oggi, come ci si deve comportare con questo governo? Pare a me che non ci si può associare senza ignominia. Neppure un istante posso riconoscere, come “mio” governo, quell’organizzazione politica che è un governo schiavista.
Tutti riconoscono che esiste un diritto alla rivoluzione – il diritto di rifiutare obbedienza o di opporsi a un governo la cui inefficienza o tirannia siano grandi e insopportabili.”


Come sancito dalla Dichiarazione d’Indipendenza americana del 14 Luglio 1776: “ogni qualvolta il governo rischia di distruggere il diritto [alla Vita, alla Libertà, alla ricerca della Felicità dei suoi sudditi] è Diritto del popolo abbatterlo o abolirlo, e creare un nuovo governo”.

sabato 26 marzo 2011

Un esempio di Business Plan per un' Economia Alternativa - Ecoliving

Sempre in tema di soluzioni e possibili alternative.

"Macro Società Cooperativa ed Ecosphera, impresa sociale volta all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate che si occupa di servizi ecologici, hanno vinto un bando finanziato da Regione Emilia Romagna (Assessorato alla Scuola, Formazione Professionale Università e Lavoro), Unione Europea (Fondo Sociale Europeo) e Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, per sviluppare un business plan finalizzato alla realizzazione di un centro innovativo dell'economia alternativa.

Sono partner del progetto anche SEI international, Golden Book, Consorizio Solidarietà Sociale di Forlì-Cesena, Fedragri, Ass. Clan-Destino Forlì (promotori d’interesse), Ass. Movimento Impatto Zero (MIZ) cesena (promotori d’interesse), AICCON, Coop. IL CAMMINO di Forlì, Facoltà di Economia di BO, AITR turismo responsabile.


L'intento è quello di dare vita e gestire un centro, "Piazza Giardino", capace di riunire e stimolare attività di natura locale (km 0) commerciali, artigianali e di servizi, all'interno di una cultura di tutela dell'ambiente, del territorio e della salute, e di superamento dell'attuale sistema di consumo.

Si cercherà quindi di creare un circuito di imprese, enti, associazioni, singoli privati che collaboreranno allo sviluppo di uno spazio polivalente in grado di offrire un'ampia gamma di prodotti e servizi, e favorire scelte d'acquisto consapevoli, basate su informazioni complete e trasparenti sulle caratteristiche e la provenienza di prodotti e servizi, libere da manipolazioni pubblicitarie.
Particolare attenzione verrà data anche all'aspetto sociale di scambio di beni e servizi anche gratuiti.

Il centro dovrebbe essere realizzato in una prima fase presso un capannone di 1000 metri quadrati, circondato da un'ampia area parcheggio, che si trova tra Forlì e Cesena in via Giardino, allo svincolo della E45, una location chiave per la facile raggiungibilità e per la vicinanza rispetto ai principali capoluoghi di provincia dell'area (20 minuti da Forlì, Ravenna, Rimini, 40 minuti da Bologna e Pesaro). Inoltre, il capannone, messo a disposizione dalla Cooperativa Macro, si trova all'interno di un terreno di 5200 m/q, dei quali il 60% è edificabile secondo il piano regolatore.

L'idea di questo progetto nasce dalla volontà di vari soggetti, persone fisiche e imprese profit e non profit, di coniugare le varie esperienze sviluppate e consolidate nel proprio ambito di attività, a partire dalle caratteristiche comuni che li contraddistinguono: l'ecocompatibilità, il risparmio energetico, il consumo critico, le attività ad elevato valore sociale.

Il progetto è favorito dal particolare momento storico ed economico che stimola il recupero della tradizione cooperativa e associativa così radicata in Romagna.
In particolare, saranno valorizzate le esperienze e le competenze maturate dai promotori da anni presenti e attivi nel territorio.
Si prevede di realizzare il centro all'interno di una struttura ecocompatibile ad elevato risparmio energetico e di dotarlo di un supermercato alla spina, basato sulla vendita di prodotti sfusi, biologici, equo-solidali e a chilometro zero.


L'idea-progetto è giustificata da alcuni trend che si stanno verificando nei consumi dove, secondo il recente rapporto dell'Osservatorio dei Consumi, sempre più italiani dichiarano di comperare prodotti biologici e locali perchè più salubri e rispettosi dell'ambiente. Inoltre alcune esperienze quali negozi di detersivi alla spina o primi punti vendita di prodotti a km 0 stanno nascendo e crescendo bene all'interno del panorama italiano.


L'obiettivo è quindi di dotare la compagine sociale di uno strumento (Business plan) in grado di fornire un supporto di pianificazione e implementazione del progetto, verificando l'idea imprenditoriale di base nonché la sostenibilità delle diverse attività economiche che si vogliono implementare.

Il nuovo soggetto imprenditoriale che andrebbe a crearsi, includerebbe a vari livelli i partner iniziali nonché i membri della compagine, borsisti e non, che avranno realizzato lo studio di fattibilità. Esso si occuperebbe del coordinamento e dell'amministrazione del centro nel suo complesso, incluse quella degli spazi dedicati a eventi, convegni e meeting, e gestirebbe direttamente l'attività di core business del supermercato."

venerdì 25 febbraio 2011

Paolo Barnard apriamo tutti insieme il capitolo delle soluzioni




Ho appena finito di leggere l'ultimo aggiornamento - il nono - de "il più grande crimine", di Paolo Barnard, giornalista che ammiro e stimo.

Il succo dell'aggiornamento riguarda il fatto che quella che Barnard definisce l'Italia vera - l'uomo della strada - non ha il tempo, la voglia e le risorse per seguire i complessi ragionamenti che la porterebbe a comprendere le origini delle misere condizioni di vita che affronta e con le quali si confronta quotidianamente.
Sinceramente un po' mi sorprende che Barnard ne parli, come se non se ne fosse mai reso conto. Ricordo che egli stesso scrisse - in riferimento a Travaglio - che alle persone non serve a nulla sapere nel dettaglio i misfatti di questo o di quello, e che bene o male tutti sanno e "sentono" che qualcosa non va, che non è giusto, e via dicendo.
A cosa è servito allora parlare al dipendente del Fini grill dell'Euro, della Trilaterale, Bilderberg, wage deflation ecc.? (tanto di cappello comunque per averlo fatto).

Personalmente, per quanto deprimente possa essere, la considero una cosa ovvia. E' una caratteristica propria della psicologia umana quella di non voler aggiungere altri problemi - per giunta più complessi - a quelli che già deve affrontare.

Per questo motivo, o meglio: anche per questo motivo da tempo sostengo - e spero di non essere l'unico - che è inutile, o quanto meno inefficace, concentrarsi sui problemi che ci affliggono.
Dobbiamo concentrarci sulle possibili soluzioni di quei problemi.

Cosa intendo dire con "concentrarci sulle soluzioni"? Ovviamente dove c'è un problema c'è una soluzione. Per soluzioni non intendo certo formule economiche astruse. Le soluzioni iniziali di cui abbiamo bisogno sono semplici, elementari.

Prima di tutto necessitano di un piccolo ragionamento, come premessa.
Lo scopo dell'essere umano è la felicità - senza entrare in questioni esistenziali, atteniamoci qui alla sfera pratica.
La felicità è un concetto soggettivo, e può derivare da vari fattori, ma sicuramente per nascere ha bisogno di una condizione: il soddisfacimento dei bisogni.
Ora, i bisogni dell'essere umano, come quelli di qualunque altro animale, sono relativamente semplici: ogni uomo deve poter mangiare, bere e godere di buona salute. A livello pratico il "godere di buona salute" si articola in: poter vivere in un ambiente sano, avere accesso alle cure se dovesse ammalarsi, e potersi riparare dalle intemperie della natura.
Non serve altro, davvero, parlando di bisogni non serve altro.
Vivendo noi in questo sistema malato, che senza i maledetti soldi non concede nulla, la vera necessità che abbiamo è quella assicurarci il soddisfacimento di questi bisogni elementari. La paura di oggi è proprio quella di non poter soddisfare questi diritti fondamentali di ogni essere umano: paura di non trovare un lavoro che ci permetta di mangiare o poter dare da mangiare alle nostre famiglie; paura di non potersi "permettere" una casa in cui poter vivere; paura di non potersi "permettere" un futuro per sé o per i propri figli.

Le soluzioni sono quindi quei cambiamenti, conoscenze/tecnologie o possibilità che ci consentirebbero di riappropriarci delle risorse necessarie a soddisfare i nostri bisogni essenziali.
Questa, a mio avviso, è la vera base da cui partire.
Ovviamente non dico di focalizzarsi solo su questi aspetti, è giusto e auspicabile contestualizzare la nostra realtà quotidiana e capire i fattori che la creano o la influenzano.
Tuttavia credo che sia fondamentale capire che la paura del cambiamento deriva dall'insicurezza e dalla paura di non poter soddisfare un domani - ma anche durante il processo di cambiamento - quei semplici bisogni che ho elencato prima.

La priorità deve essere la condivisione delle conoscenze e la ricerca delle migliori soluzioni ai vari problemi, grandi e piccoli, che viviamo quotidianamente.

Sempre Barnard conclude il sesto aggiornamento dicendo "Prima cosa fate questo" riferendosi alla presa di coscienza delle cause internazionali dello status quo "poi per le soluzioni apriamo un altro capitolo. Ci sono."

Credo sia ora di aprire tutti insieme quel nuovo capitolo.

Davide B.

giovedì 3 febbraio 2011

I popoli possono autodeterminarsi solo nella misura in cui gli eserciti lo consentono. - D.B.

In un mondo dove la “flessibilità” sembra essere diventata un valore, noi dovremmo veramente diventare “flessibili”: dovremmo imparare ad essere affettuosi e disponibili con chi lo è con noi e con chi non conosciamo; dare fiducia all’altro, e dargli più possibilità nonostante i suoi errori di provarci la sua bontà d’animo e il rispetto nei nostri confronti. Ma se la nostra fiducia è tradita, se il nostro affetto è disprezzato, o peggio, se l’altro a priori agisce mosso da sentimenti di odio e disuguaglianza, da disprezzo o cieco egoismo, allora noi dovremmo diventare duri come la roccia, reagire con forza e assoluta determinazione. Perché la storia ci insegna che quei principi, quei valori, da noi riconosciuti e praticati, non si diffondono autonomamente come un dolce aroma, ma al contrario devono essere coltivati con fatica affinché il loro seme possa germogliare dalla dura terra di questa realtà materiale.

Troppo spesso – a mio avviso – confondiamo il mondo spirituale con quello materiale.
Questa confusione ci porta a predicare il “porgi l’altra guancia”*, o che “gli ultimi saranno i primi”** o ancora, a credere che l’Amore prevarrà su qualunque cosa. Tanti e tanto grandi furono gli insegnamenti delle varie figure mitologiche e degli esempi recenti quali Martin Luther King o Gandhi, di grande ispirazione per i cuori gentili; ma quanto rimane oggi del loro lavoro? Quanto i semi che hanno gettato sono stati in grado di difendersi dalle intemperie? Purtroppo quei semi d’Amore non cadono solo sul terreno fertile, ma anche su quello pieno di spine, su quello roccioso e sulla strada.
Il mondo non sarebbe quello che è oggi se quei valori e principi spirituali bastassero a modificare la realtà materiale (e mi permetto di dire che chi crede diversamente è vittima dell’ignoranza).
Sun Tzu ci insegna che per vincere una battaglia o la guerra stessa dobbiamo conoscere il nostro nemico e noi stessi.
Credo che sia proprio il nostro nemico ad essere stato trascurato nel corso della storia, e, a quanto pare, ad esserlo ancora oggi. Un nemico che si afferma nella realtà materiale con la violenza, e in quella spirituale con la paura.
Il Giusto che non sa, o non vuole, difendersi dalla violenza viene massacrato, punto.
Sicuramente quel giusto diventerà fonte di ispirazione (spirituale) per i cuori gentili e per gli animi nobili, ma gli esempi non forniscono certo gli strumenti per poter modificare una realtà dominata e plasmata dalla volontà di potenza; gli esempi entrano nella storia.
Se continueremo, quindi, a mischiare spirituale e materiale credo che non saremo mai in grado di cambiare la realtà. Sarà solo con azioni estremamente pianificate e calcolate, e quindi efficaci, che si potrà creare una società in cui i valori e i principi che tanto amiamo vengano rispettati e garantiti, e non, come invece avviene oggi, desiderati o rivendicati.

D.B.



* Luca 6,29
** Matteo 19,16-29

martedì 12 ottobre 2010

Si ai diritti, No ai ricatti.


“Si ai diritti, no ai ricatti” è lo slogan della manifestazione nazionale indetta dalla FIOM che si terrà il 16 Ottobre a Roma e che vedrà la partecipazione non solo del mondo del lavoro ma anche di quello dell’istruzione. L’obiettivo è condiviso: chiedere allo Stato italiano un cambio di rotta in tema di diritti, che negli ultimi anni sono stati progressivamente sacrificati sull’altare del profitto.
“Si ai diritti, no ai ricatti” è anche lo slogan dell’assemblea tenutasi a Milano, Lunedì 11 Ottobre presso l’aula magna dell’Università Bicocca, voluta dall’Attivo delegati FIOM-CGIL Lombardia.

I circa mille posti dell’aula magna si riempiono velocemente, come nelle grandi occasioni, e presto i partecipanti sono costretti a seguire in piedi negli spazi restanti. Un’altra volta mi è capitato di vedere quell’aula così gremita: era il 10 Marzo 2010 e l’occasione era il dibattito dal titolo “Epistemologia laica: le verità della scienza” con il premio nobel Margherita Hack come ospite d’onore. Allora il soggetto era la scienza e la sua storia, in quell’aula si respirava un’atmosfera unica mentre venivano rievocate le lotte fondamentali dell’uomo per affermare la sua libertà, scevra da ogni tipo di condizionamento e vincolo.
Come allora anche Lunedì l’atmosfera rievocava un passato fiero di lotta, anche in questo caso per l’affermazione della libertà dell’individuo attraverso il riconoscimento dei suoi diritti.
Ideatore di questo evento non è il mondo accademico, ma quello del lavoro, un sindacato in particolare: la FIOM – Federazione Impiegati Operai Metallurgici.
Grazie a questo sindacato e alle lotte che lo vedono protagonista – una per tutte quella di Pomigliano – la funzione del sindacato come strumento sta recuperando la sua dignità. Negli ultimi anni, infatti, la funzione dei sindacati è cambiata radicalmente. Il loro lavoro non riguarda più la promozione di nuovi diritti o la loro conservazione, ma una costante concertazione su quanto i diritti acquisiti nelle lotte del passato vadano ridotti.
Tra gli ospiti erano presenti Gert Bauer, segretario generale della IGM Reutilmgem – il sindacato tedesco dei metalmeccanici; Massimo Roccella, professore ordinario di Diritto del Lavoro presso l’Università di Torino; Vauro Senesi, giornalista e vignettista del Manifesto, noto soprattutto per le sue vignette nel programma televisivo di RAI 2 “Annozero”; Maurizio Landini, Segretario Generale FIOM-CGIL Nazionale.
L’intervento conclusivo di Landini ha toccato temi fondamentali quali le recenti crisi economiche e l’eccessivo laissez faire degli Stati in materia, con particolare riferimento alla condizione italiana. Un discorso degno di nota, soprattutto quando ricorda che la FIOM non è isolata; che le lotte di cui si fa capo non si rivolgono solo agli operai iscritti ma a tutta la società, al fine di garantire tutti i diritti dell’individuo e non solo quelli del lavoro.
E’ proprio su questo tema, i diritti, che il 16 Ottobre a Roma la FIOM non sarà sola: nella manifestazione, infatti, sarà presente anche il mondo della scuola per il diritto allo studio e contro i tagli dei fondi pubblici.
Il 16 a Roma non verranno solo mosse delle critiche ma verranno proposte delle alternative, cosa che spesso viene dimenticata. Alternative che vedono al centro l’essere umano e i suoi diritti, e proposte che chiedono una maggiore presenza di quello Stato che in tempi recenti si è dimostrato spettatore impotente del decadente spettacolo generato da quell’astratto e non meglio definito soggetto che chiamiamo “mercato”.
La manifestazione vedrà studenti e operai sfilare insieme, dunque - come dovrebbe essere - nella lotta per i diritti dell’individuo, una rivendicazione dell’importanza dell’essere umano sopra ogni altra cosa, sia esso il profitto o l’economia stessa. Fatto, questo, significativo in quanto simbolo di una diversa concezione della società: unita, capace di manifestare concretamente il proprio dissenso e di proporre delle alternative, consapevole che il benessere di ogni singola sua parte è la premessa per il benessere collettivo.
L’augurio conclusivo, dell’assemblea di Lunedì è stato quello che la manifestazione del 16 Ottobre possa segnare il punto di svolta per una società migliore. Ce lo auguriamo tutti.


Davide Baresi