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mercoledì 31 luglio 2013

Le cooperative salveranno il mondo! - Jacopo Fo

L’unico modo per uscire dalla crisi è cooperare.
Ma la sinistra non lo sa.




Dobbiamo rilanciare il movimento cooperativo.
Questo è l’imperativo assoluto per il movimento progressista.
La cooperazione è l’unico strumento in mano ai lavoratori per costruire da subito un argine contro la disoccupazione, la miseria, il caro casa, la crisi dei servizi pubblici.
La cooperazione non solo rende più ricche le famiglie ma migliora contemporaneamente la qualità della vita. È gratificante lavorare per sé e non per un padrone. È gradevole dal punto di vista delle relazioni far parte di una comunità che condivide intenti, desideri e risorse.
Cooperare dà dignità alle persone perché esse sentono di avere il potere di migliorare la propria vita senza dover obbedire ad altri.
E come ha dimostrato Andreotti il potere allunga la vita.

Ma la sinistra italiana è oggi scarsamente interessata ai vantaggi della cooperazione. I sindacati metalmeccanici sono duramente impegnati in una vertenza che ha lo scopo di ottenere un aumento salariale di meno di 200 euro all’anno. Non stanno invece investendo energie nell’organizzare una convenzione assicurativa che permetta ai lavoratori di risparmiare 400 euro all’anno sull’assicurazione auto.
Il sindacato non vuol capire che per i lavoratori, verrebbero molti più vantaggi dalla consociazione degli acquisti che dalle vertenze salariali.
Non c’è logica.
Il grande gruppo d’acquisto Bilanci di Giustizia, nato a Padova negli anni ’90, ha dimostrato, che una famiglia di operai risparmia più di uno stipendio all’anno consociando i consumi alimentari e domestici e praticando sistemi di baratto.
Ma ci vuol poco a pensare che il risparmio sarebbe ben più consistente se fosse esteso ai servizi bancari, assicurativi, telefonici e a tutta la gamma dei consumi.
E non c’è nessuna vertenza sindacale che possa dare una casa a milioni di giovani che alle condizioni attuali non se la possono permettere. E ci sono centinaia di famiglie che l’hanno capito e si stanno costruendo la casa in cooperativa.
Solo a Perugia, che grazie al sindaco Boccali è oggi all’avanguardia nell’autocostruzione, sono stati già costruiti 97 appartamenti.



La cooperazione sta già oggi dando risultati straordinari in tutti i settori: operai che occupano le fabbriche e le autogestiscono, gruppi di acquisto, banche del tempo, sistemi di baratto via web come www.reoose.it , ecovillaggi, cohousing, auto condivise, asili nido autogestiti, gruppi di autoaiuto.
Oggi la cooperazione lavorativa muove l’8% del Pil, ed è il settore produttivo che meno risente della crisi, sta addirittura assumendo!
Ed è evidente che senza l’apporto essenziale del movimento cooperativo la crisi attuale sarebbe ben più disastrosa, ci sarebbero più italiani ridotti alla fame e i saccheggi dei centri commerciali.

Nonostante questi fatti evidenti, anche i media solo raramente si occupano di questo tema (tra le rare eccezioni Gad Lerner).
Nonostante questo disinteresse, il movimento cooperativo sta iniziando a far capolino nella Politica con la P maiuscola.
A Messina, Renato Accoranti, un perfetto sconosciuto, ha sbaragliato il candidato del Pd. Dietro a questa vittoria c’è un gruppo di cooperative sociali e associazioni che sta facendo un lavoro veramente innovativo. Ad esempio, nel 2007 hanno capito che il finanziamento del fotovoltaico offriva una possibilità straordinaria. Si sono fatti affidare parecchi tetti da amministrazioni pubbliche ed enti vari e hanno costruito un sistema di impianti fotovoltaici che oggi fa incassare soldi per le attività solidali.
Cosa sarebbe successo se le migliaia di cooperative italiane avessero fatto lo stesso?
Le potenzialità del movimento cooperativo sono immense.

Con questo articolo vorrei aprire il dibattito.
Ma contemporaneamente vorrei darmi da fare: stiamo realizzando il censimento di tutte le associazioni, cooperative, gruppi solidali che sono interessati a mettersi in rete.
Con Alcatraz e Il Nuovo Comitato Nobel per i Disabili Onlus vogliamo quindi offrire servizi a questo movimento, offrire strumenti di connessione, e di formazione.
Vogliamo metterci al servizio di questo movimento contribuendo con le nostre professionalità.
E cerchiamo volontari disposti a collaborare.
Porteremo avanti questo lavoro parallelamente all’aiuto diretto alle persone in difficoltà, ma siamo convinti della necessità di approntare piani d’azione che vadano al di là del primo soccorso, progettando appunto un contributo allo sviluppo della cooperazione.

Ti interessa? Collegati domenica 14 luglio alle ore 21,30 con  http://www.alcatraz.it e partecipa alla videoconferenza-chat-skype. Oppure scrivi a  gabriella@comitatonobeldisabili.it

Su questo argomento vedi anche:
Abbiamo già preso il potere in Italia ma non se ne è accorto nessuno.
Il mondo è cambiato (avevano ragione i Maya)
Un articolo dedicato ai superspecialisti del web appassionati di previsioni sulla rete del futuro.

P.s. Ringrazio Gad Lerner per avermi segnalato il libro di Luigino Bruni Le prime radici (ed. Il Margine) che mostra in modo documentato come il movimento cooperativo, fin dai primordi medioevali, sia la base ideale e materiale che rese possibili le grandi conquiste sociali. E dimostra pure che solo attraverso un cambio di parametro in senso cooperativo si possa superare il crollo dell’attuale sistema produttivo ed etico.



Fonte:  http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/07/12/cooperative-salveranno-mondo/653723/

lunedì 4 giugno 2012

Estratti da Apologia per John Brown - H.D.Thoreau

Riporto di seguito alcuni estratti da Antologia per John Brown di Thoreau, in quanto ritango che possano essere utili per stimolare la riflessione sul nostro ruolo nella società, soprattutto in "tempi duri" come questi.


Non andò ad Harvard – quella buona e vecchia Alma Mater; non fu nutrito con la pappa che vi si somministra. Confessò lui stesso: “Non so più grammatica d’uno dei vostri vitelli”. Ma andò alla grande università dell’Ovest, dove assiduamente perseguì lo studio di una materia per la quale aveva mostrato una spiccata inclinazione, lo studio della libertà, e laureatosi diverse volte in quella disciplina cominciò finalmente, nel Kansas come tutti sanno, la pubblica professione di umanità. Queste erano le sue humanae litterae, non lo studio della grammatica. Avrebbe pronunciato una parola greca sbagliandone gli accenti, ma avrebbe raddrizzato un uomo che stesse per cadere.

“Preferirei” disse “avere il vaiolo, la febbre gialla e il colera tutti insieme al mio campo, piuttosto che un uomo senza principi… E’ uno sbaglio, signore, pensare, come fa il nostro popolo, che i ribaldi siano i migliori combattenti e gli uomini più adatti da opporre ai sudisti. Datemi uomini di buoni principi – uomini timorati di dio – uomini che abbiano rispetto di se stessi, e con una dozzina di questi io mi opporrò a qualsiasi numero di nemici, come questi banditi di Buford (un colonnello schiavista contemporaneo di Thoreau NdR).

Non attribuì solamente il proprio successo alla “sua stella” o a qualche altra magia. Disse, giustamente, che la ragione per cui tali forze superiori di numero gli cedevano, era – come confessò uno dei suoi prigionieri – che non avevano una causa per cui combattere, una specie di armatura, questa, che né a lui né al suo partito mancò mai. Quando fu l’ora, risultarono ben pochi gli uomini disposti a dare la vita in difesa di ciò che sapevano sbagliato; non volevano che quello fosse il loro ultimo atto in questo mondo.

Noi aspiriamo ad essere qualcosa di più che stupidi e timidi beni mobili che fingono di leggere la storia e la Bibbia, ma insozzano ogni casa e ogni giorno nei quali respirano.

(Riferito ai giornalisti dell’epoca che si fecero beffe del gesto di John Brown NdR) Certo tu puoi guadagnare di più con un quarto di latte che non con un quarto di sangue al tuo mercato, ma non è là che porta il suo sangue un eroe.
Tali persone non sanno che il frutto è come la semente e che nel mondo morale quando si pianta un buon seme un buon frutto è inevitabile, indipendentemente dal nostro annaffiarlo o coltivarlo; che quando si pianta, o seppellisce, un eroe sul campo, una messe d’eroi spunta su, senza fallo. Questa è una semente di tale forza e vitalità che non chiede il nostro permesso per germogliare.

Senza dubbio molti sono ben disposti ma sono pigri per costume e carattere e così non possono pensare che un uomo sia mosso da motivi più alti dei loro. Conseguentemente, decidono che quest’uomo è pazzo poiché sanno che essi non possono agire come lui, fintantoché resteranno se stessi.

L’uomo pensoso diviene eremita nelle strade del mercato.

Importanti e influenti direttori di giornali, usi a trattare con i politicanti, uomini d’un livello infinitamente inferiore, dicono nella loro ignoranza che Brown agì “per vendetta”. Non conoscono l’uomo. Non ho alcun dubbio che verrà il giorno in cui cominceranno a vederlo com’era. Devono concepire un uomo di fede e principi religiosi, non un politicante o un indiano; un uomo che per dare la vita alla causa degli oppressi non attese d’essere personalmente ostacolato o impedito a compiere qualche affare di scarsa importanza.
Era un uomo superiore. Non diede nessun valore alla sua vita fisica, di fronte agli ideali. Non sottoscrisse ingiuste leggi umane, ma gli resisté come sentiva dentro di sé. Una volta tanto siamo alzati sopra la trivialità e la polvere della politica, nella regione della verità e della virilità.


Nel suo caso non vi sono eloquenze oziose e preparate, discorsi da fanciulle, complimenti all’oppressore – la sua ispiratrice è la verità, e la sincerità forbisce le sue frasi. Poteva permettersi di perdere il suo fucile modello Sharp fintantoché conservava la sua capacità di far discorsi – un fucile infinitamente più sicuro e di più lunga portata.

Parliamo di un governo rappresentativo; ma che mostro di governo è quello nel quale le più nobili facoltà della mente e l’intero cuore non sono rappresentati?
Il solo governo che io riconosca è quel potere che stabilisce la giustizia sulla terra, mai quello che vi stabilisce l’ingiustizia.

Se dei privati sono costretti a compiere le funzioni del governo per proteggere i deboli e dispensare giustizia, allora il governo diventa solo un mercenario, un impiegato che compie solo uffici servili o di poca importanza.

Quando mai i buoni e i coraggiosi furono in maggioranza? Avreste voluto che aspettasse fino a quel momento?

Io parlo per gli schiavi quando dico che preferisco la filantropia del Capitano Brown a quella che se non mi uccide neppure però mi libera.

Questi uomini, insegnandoci a morire, al tempo stesso ci hanno insegnato a vivere.

E’ forse impossibile che un individuo abbia ragione e un governo abbia torto? Forse che le leggi devono essere imposte solo perché furono fatte? O devono essere dichiarate giuste da un quasiasi numero di uomini quando questi sanno che non sono giuste? E’ necessario che un uomo sia uno strumento per compiere un fatto che la sua natura migliore disapprova? E’ forse intenzione dei legislatori che gli uomini giusti siano sempre impiccati? E i giudici, devono forse interpretare la legge alla lettera senza interpretarne lo spirito? Che diritto avete, voi, a stringere un patto con voi stessi impegnandovi a fare questo o quello contro la luce che è in voi?
Che gli avvocati decidano solo su casi di poco conto. Gli affaristi possono deciderlo da sé. Se fossero gli interpreti delle leggi eterne che giustamente legano l’uomo (a giudicare), allora la cosa sarebbe diversa. Ma è una ben ingannevole fabbrica di leggi questa che per metà è in terra schiava e per metà in terra libera! Che razza di leggi per uomini liberi potete aspettarvi?


“Nessuno mi mandò qui: fui spinto da me stesso e dal mio Fattore. Non mi riconosco alcun padrone di forma umana.” John Brown