Una straordinaria crescita occupazionale. L’occupazione nelle cooperative ha continuato a crescere anche nei primi nove mesi del 2012 (+2,8%), portando il numero degli addetti delle circa 80.000 imprese del settore a quota 1.341.000 (+36.000 rispetto all’anno precedente). Si conferma così un trend positivo e l’andamento anticiclico di questo segmento produttivo. Negli anni della crisi, tra il 2007 e il 2011, a fronte di un calo dell’1,2% dell’occupazione complessiva e del 2,3% nelle imprese, gli occupati nelle cooperative hanno registrato un aumento dell’8%. Le cooperative contribuiscono al 7,2% dell’occupazione creata dal sistema delle imprese in Italia. I settori in cui forniscono l’apporto più rilevante sono il terziario sociale (dove il 23,6% dei lavoratori è occupato in cooperative), in particolare il comparto sanità e assistenza sociale (49,7%), i trasporti e la logistica (24%), i servizi di supporto alle imprese (15,7%). Le cooperative presentano anche una struttura dimensionale più ampia rispetto alle imprese tradizionali: a fronte di una media di 3,5 addetti per impresa, le cooperative ne contano 17,3. È quanto emerge dal «1° Rapporto sulla cooperazione in Italia» realizzato dal Censis per l’Alleanza delle Cooperative Italiane.
QUI la sintesi dello studio.
QUI lo studio completo.
Bene le cooperative sociali, in difficoltà l’edilizia. A fare da traino alla crescita dell’occupazione sono state le cooperative sociali, che hanno registrato un vero e proprio boom di addetti nel periodo 2007-2011 (+17,3%), proseguito nell’ultimo anno (+4,3%). Anche l’ampia area del terziario (commercio e distribuzione, logistica e trasporti, credito, servizi alle imprese) ha registrato un +9,4% di occupati nel quadriennio della crisi e un +3,4% nel 2012. Il settore agricolo invece è rimasto sostanzialmente fermo nel quadriennio (+0,5%) ed è in forte affanno nell’ultimo anno (-3,8%). E non si arresta la crisi del comparto edile: -9,3% gli occupati nel periodo 2007-2011 e -1,6% nel 2012.
La reazione alla crisi. Il mondo della cooperazione è stato capace di reagire positivamente alla crisi, difendendo l’occupazione e cercando nuovi spazi di mercato. Secondo l’indagine del Censis, la maggioranza delle cooperative (il 40,2%) sta attraversando una fase stazionaria, il 24,6% vive un periodo di consolidamento, il 17,4% è in crescita e solo il 17,7% si trova in gravi difficoltà. Le più colpite dalla crisi sono le piccole cooperative, meno attrezzate per rispondere alla difficile congiuntura. Il 31% delle cooperative con meno di 10 addetti (contro il 14,6% di quelle con 10-19 addetti, il 10,5% di quelle con 20-49 addetti e l’8% di quelle con più di 50 addetti) si trova in una fase di ridimensionamento.
I ritardi della Pa, principale ostacolo allo sviluppo. Al primo posto tra le problematiche che hanno condizionato gli ultimi anni di attività delle cooperative ci sono i ritardi nei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione (lo dichiara il 34,4% delle imprese), poi il calo della domanda (32,3%), i ritardi nei pagamenti da parte dei clienti privati (26%), il costo eccessivo di carburanti ed energia (24,9%).
Le previsioni per il 2013. La maggioranza delle cooperative si prepara ad affrontare il nuovo anno con la sensazione che si dovrà attendere ancora per arrivare a una effettiva ripresa. Gli obiettivi prioritari delle cooperative per l’immediato futuro vedono al primo posto la riduzione dei costi (41,2%) e l’accesso a nuovi mercati (35,3%).
Un settore a forte vocazione femminile. Le donne rappresentano il 52,2% dell’occupazione nelle cooperative e ricoprono il 29,1% dei posti nei consigli di amministrazione. Nel 17,9% delle cooperative più della metà degli occupati e dei consiglieri di amministrazione è costituita da donne. Le cooperative a prevalenza femminile sono presenti soprattutto nel sociale (51,2%) e nei servizi (30,9%).
Fiducia e radicamento nel territorio, valori fondanti. Tra i fattori di competitività indicati dalle cooperative c’è al primo posto il rapporto di fiducia con utenti e consumatori (64%), poi il forte radicamento nel territorio (48,5%), la qualità dei prodotti e servizi offerti (35,5%), il coinvolgimento delle risorse umane (32,8%). Forte è la rivendicazione di una cultura e una prassi aziendali diverse da quelle che ispirano l’azione delle imprese tradizionali, più attente al valore della persona e alle relazioni umane.
La persona al centro del modello d’impresa. Le cooperative riconoscono il valore delle proprie risorse umane – i soci – come elemento fondante della propria identità. Diverse sono le pratiche adottate per venire incontro alle esigenze dei lavoratori e per promuoverne la crescita professionale. La maggioranza delle cooperative (il 56%) è impegnata nel garantire un’organizzazione del lavoro flessibile che permetta autonomia e incentivi la responsabilizzazione, il 37% porta avanti programmi di promozione della crescita professionale dei giovani soci attraverso corsi di aggiornamento e promozioni di carriera, il 16,2% ha adottato misure volte a favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro per le donne (asili nido in azienda, banche delle ore), il 7,9% strumenti di welfare integrativo per i propri dipendenti (fondi pensionistici, sanità complementare), il 7,4% meccanismi di supporto per gli immigrati che lavorano nella cooperativa. È forte anche l’impegno per far crescere la cultura cooperativa: il 33,6% ha adottato misure per favorire una maggiore partecipazione dei soci alle assemblee (dislocazione in più sedi, orari favorevoli alle donne) e il 30,5% strumenti di formazione destinati ai soci.
Guardare oltre confine. Le cooperative sono generalmente poco orientate a operare sui mercati esteri: complessivamente, solo il 7,4% esporta e il 2,2% è impegnato in joint venture con imprese straniere. Il primato dell’internazionalizzazione spetta all’agroalimentare, dove il 26,3% delle cooperative è presente all’estero. Se il principale mercato di riferimento per chi opera all’estero è quello comunitario, si segnala una significativa presenza anche nei mercati extra Ue, in particolare Stati Uniti e Canada (il 19,4% delle cooperative presenti all’estero), Russia e Paesi dell’Est (15,7%), Corea e Giappone (12,2%), Cina (10,4%), Medio Oriente e Paesi del Golfo (10,4%), Nord Africa (10,3%). Il 12,9% delle cooperative che attualmente non sono presenti all’estero intende avviare nei prossimi anni iniziative oltre i confini nazionali.
La cooperazione, un modello innovativo per la ripresa. Il sistema delle cooperative ha dimostrato una buona capacità di tenuta di fronte alla crisi e ora può costituire per il Paese un valido modello di riferimento per la ripresa. Ne sono convinti i cooperatori: il contributo più importante che la cooperazione può dare è per il 30,3% il ruolo in termini di tenuta occupazionale, per il 26,1% la promozione di un modo di fare impresa diverso da quello tradizionale, più attento al valore della persona e della comunità, per il 19,1% lo sviluppo di modelli di gestione dei servizi più orientati alla partecipazione e alla responsabilizzazione degli utenti finali, per il 12% la tendenza a intervenire in settori nuovi in cui si concentrano maggiori possibilità di sviluppo, per il 10,6% la capacità di presidiare i settori in cui il ruolo pubblico tende a venire meno.
Questi sono i principali risultati del «1° Rapporto sulla cooperazione in Italia», realizzato dal Censis per l’Alleanza delle Cooperative Italiane, che è stato presentato oggi a Roma da Giuseppe Roma, Direttore Generale del Censis, e discusso da Luigi Marino, Presidente dell’Alleanza delle Cooperative Italiane, Giuliano Poletti e Rosario Altieri, Copresidenti dell’Alleanza delle Cooperative Italiane, con le conclusioni di Corrado Passera, Ministro dello Sviluppo Economico, delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Tratto da: http://cooperazioneintoscana.blogspot.it/2012/11/le-cooperative-battono-la-crisi-i-dati.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed:+GenereGenerazioniEGentiNellaCooperazioneToscana+%28Genere+Generazioni+e+Genti+nella+cooperazione+toscana%29
mercoledì 5 dicembre 2012
Le cooperative battono la crisi: i dati del primo rapporto sulla cooperazione in Italia
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lunedì 3 dicembre 2012
«Il meglio dell’Italia deve lavorare con la cooperazione sociale»
«Il meglio dell’Italia può, anzi, deve lavorare con la cooperazione sociale», prima di pronunciare queste parole Santo Versace schiarisce la voce, solitamente roca. Ci tiene, e si vede, a ribadire il concetto. Questa mattina a Roma al Palazzo delle Cooperazione, Federsolidarietà-Confcooperative e la Fondazione Altagamma, l’organizzazione che riunisce le aziende dell’eccellenza italiana e i marchi più famosi sui mercati internazionali, hanno presentato un protocollo per promuovere progetti comuni.
«Un’iniziativa», spiega Giuseppe Guerini, presidente di Federsolidarietà-Confcooperative, «che nasce con l’obiettivo di favorire l’incontro e lo scambio tra il mondo della cooperazione sociale e il mondo delle imprese dei grandi marchi dell'alta qualità del made in Italy. Un’opportunità per coniugare l’eccellenza della qualità d’impresa e di prodotto, con il valore sociale e valorizzare le iniziative di welfare aziendale per il benessere delle persone occupate e delle loro famiglie»
Che la partnership abbia tutte le carte in regola per funzionare lo dimostrano le esperienze ormai consolidate che vedono lavorare fianco a fianco alcuni grandi marchi del made in Italy e le cooperative sociali.
In Calabria il consorzio cooperative Goel, attivo nella Locride, realizza capi sartoriali per lo stesso Versace, a Modena la cooperativa sociale di tipo B Alecrimwork realizza gadget ed eroga servizi alla Ferrari mentre a Trieste il consorzio cooperativo Arca gestisce l’asilo aziendale della Illycaffè.
«Questi», aggiunge Guerini, «sono solo alcuni degli esempi del percorso comune che imprese e cooperative sociali possono fare insieme. Questo protocollo deve essere per noi uno stimolo al miglioramento continuo, dall’eccellenza dell’imprenditoria italiana dobbiamo imparare a fare bene del bene».
«Un’iniziativa», spiega Giuseppe Guerini, presidente di Federsolidarietà-Confcooperative, «che nasce con l’obiettivo di favorire l’incontro e lo scambio tra il mondo della cooperazione sociale e il mondo delle imprese dei grandi marchi dell'alta qualità del made in Italy. Un’opportunità per coniugare l’eccellenza della qualità d’impresa e di prodotto, con il valore sociale e valorizzare le iniziative di welfare aziendale per il benessere delle persone occupate e delle loro famiglie»
Che la partnership abbia tutte le carte in regola per funzionare lo dimostrano le esperienze ormai consolidate che vedono lavorare fianco a fianco alcuni grandi marchi del made in Italy e le cooperative sociali.
In Calabria il consorzio cooperative Goel, attivo nella Locride, realizza capi sartoriali per lo stesso Versace, a Modena la cooperativa sociale di tipo B Alecrimwork realizza gadget ed eroga servizi alla Ferrari mentre a Trieste il consorzio cooperativo Arca gestisce l’asilo aziendale della Illycaffè.
«Questi», aggiunge Guerini, «sono solo alcuni degli esempi del percorso comune che imprese e cooperative sociali possono fare insieme. Questo protocollo deve essere per noi uno stimolo al miglioramento continuo, dall’eccellenza dell’imprenditoria italiana dobbiamo imparare a fare bene del bene».
mercoledì 28 novembre 2012
COME SI ESCE DALL'EURO? Intervista a Claudio Borghi
Insieme a Claudio Borghi, economista docente dell'Università Cattolica di Milano, giornalista e ex managing director di Deutsche Bank, cerchiamo di capire se uscire dall'Euro per l'Italia sia fattibile e, nella pratica, cosa succederebbe.
Tratto da: http://www.youtube.com/watch?v=fhzwE1oNA30
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lunedì 26 novembre 2012
World Cooperative Monitor - 2012
Scarica il rapporto completo del "World Cooperative Monitor" 2012
Trescientas de las cooperativas más importantes del mundo registran ingresos por USD 2 billones, según estadísticas de la Alianza Cooperativa Internacional.
En un estudio exhaustivo de los informes financieros presentados por cooperativas de todo el mundo durante 2010, la ACI y el Euricse –socio de la ACI en este estudio científico– descubrieron que las 300 cooperativas más grandes del mundo tuvieron ingresos por USD 1975,6 miles de millones, en comparación con los USD 1600 miles de millones que registró el informe Global300 del año anterior.
La información forma parte del nuevo Monitoreo Global de las Cooperativas, el informe que reemplaza a Global300 y que analiza el efecto más extenso de las cooperativas más importantes del mundo, presentado la semana pasada en Cooperativas Unidas.
De dicho monto, que abarca a 24 países, USD 977,20 mil millones corresponden a mutuales y cooperativas de seguros, mientras que USD 158,7 mil millones corresponden a cooperativas de servicios bancarios y financieros.
La cooperativa que alcanzó el mejor rendimiento fue la aseguradora Zenkyoren, que obtuvo ingresos totales por USD 70,70 mil millones. Zen-noh, la Federación Nacional de Cooperativas Agrícolas de Japón, ocupó el segundo lugar, con USD 60,88 mil millones, mientras que la cooperativa alemana de consumo Edeka Zentrale se posicionó tercera con USD 58,16 mil millones. En cuarto lugar quedó la aseguradora estadounidense State Farm Group con USD 56,87 mil millones; y la aseguradora japonesa Nippon Life alcanzó la quinta posición con USD 55,5 mil millones.
La base de datos consta de 2192 cooperativas situadas en 61 países. Las cooperativas no bancarias o de seguros tuvieron ingresos por $1155,1 miles de millones; las cooperativas bancarias registraron ingresos por $180,6 mil millones y las cooperativas de seguros, $1106,3 miles de millones.
Europa ostenta la mayor cantidad de cooperativas, con 1297; 560 informes corresponden a América, que fue seguida por Asia, con 156; Oceanía, con 151; y ocho en África.
El desglose de las cooperativas por sector es el siguiente: mutuales y cooperativas de seguros (28%), industrias agrícola y alimenticia (26%), consumo y comercio minorista (21%), industria y servicios públicos (7%), servicios bancarios y financieros (7%), otros servicios (4%), salud y atención social (3%), otros (3%) y otros (1%).
Charles Gould, Director General de la ACI, afirmó: “A lo largo de este año, la Alianza Cooperativa Internacional (ACI) ha fomentado y respaldado una gran cantidad de iniciativas. Al ser la voz de las cooperativas en el mundo, en la ACI llegamos a la conclusión de que el Año Internacional de las Cooperativas presentaba la oportunidad perfecta para recabar información sobre las cooperativas más grandes del mundo.
"Esta nueva información demuestra que las cooperativas no sólo tienen una escala sustancial, sino que, además, esa escala es sustentable aún de cara a condiciones económicas mundiales que resultan difíciles. Sobre todo, con ingresos anuales por USD 2 billones entre las 300 cooperativas más grandes del mundo, este sector no es un actor marginal sino que, por el contrario, representa una fuerza económica internacional de suma importancia.”
El informe contó con el respaldo de Crédit Coopératif, el Grupo Desjardins, la Indian Fertiliser Cooperative Limited (IFFCO), la Organisação das Cooperativas Brasileiras (OCB) y The Co-operative Group.
En 2005, la ACI creó Global300, una iniciativa que se propuso elaborar una lista de las 300 cooperativas y organizaciones mutuales más grandes del mundo. Con la incorporación del Instituto Europeo de Investigación sobre Cooperativas y Empresas Sociales (Euricse) en su calidad de socio técnico-científico, la nueva edición del informe de la ACI adquiere solidez metodológica. Con el fin de ampliar y otorgar mayor sustento científico al proyecto, el Euricse y la ACI han designado una comisión científica conformada por investigadores del Euricse y otros expertos internacionales con formación y habilidades diversas.
• Pulse aquí para ver el informe completo, con el desglose por sector. Para participar de futuras ediciones del informe, visite el sitio www.monitor.coop.
Fotografía: Mapa de la base de datos del Monitoreo Global de las Cooperativas
tratto da: http://2012.coop/es/media/news/las-trescientas-cooperativas-m%C3%A1s-importantes-generan-usd-2-billones
domenica 25 novembre 2012
Big Pharma: quello che l'industria farmaceutica non dice - TED
Cattive medicine era il titolo di copertina di Internazionale della settimana scorsa. Parla di quella che viene comunemente chiamata big pharma, la grande industria del farmaco che sta dietro la produzione dei medicinali. Un aspetto critico segnalato con forza da un epidemiologo inglese è il fatto che le case farmaceutiche non sono obbligate a pubblicare i dati negativi relativi alla sperimentazione di un farmaco. Autore di questa TED conference e protagonista dell'articolo di Internazionale è Ben Goldacre, un medico autore di libri di successo e del blog Bad Science. Da anni si batte affinchè tutti i dati sperimentali, anche quelli negativi, vengano pubblicati sulle riviste, pure quelli del passato che non hanno mai trovato spazio. Parafrasando il titolo della sua conferenza ho intitolato appunto Big Pharma: quello che l'industria farmaceutica non dice, con riferimento ai possibili risultati negativi che i ricercatori non pubblicano, perchè chi finanzia la ricerca vuole solo risultati positivi, perchè le riviste non li accettano e così via. Non vuole essere un generico atto di accusa contro l'industria farmaceutica ma solo un tentativo di comprendere. Un organismo vivente è una cosa molto complessa, faremmo un torto a quella complessità se ci volessero far credere che esistono solo risultati positivi.
tratto da: http://questionedelladecisione.blogspot.it/2012/11/big-pharma-quello-che-lindustria.html
tratto da: http://questionedelladecisione.blogspot.it/2012/11/big-pharma-quello-che-lindustria.html
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sabato 24 novembre 2012
Per gli amici cooperatori toscani: Bando per Idee Cooperative
L’impresa cooperativa, per le sue caratteristiche di democraticità, di impresa mutualistica e solidaristica, orientata alla valorizzazione della persona, all'impegno sociale e civile, nonché all'integrazione di esperienze, di capacità e di saperi può rappresentare una strumento societario particolarmente adatto alle aspettative e alla realizzazione di idee imprenditoriali presentate da giovani.
Gli elementi di flessibilità organizzativa e di gestione (limitato capitale sociale iniziale, variabilità del capitale e della base sociale) tipici dell’impresa cooperativa, facilitano l’accesso all'esperienza imprenditoriale anche ai soggetti con ridotte disponibilità economiche iniziali.
La specificità del socio lavoratore, poi, promuove una nuova cultura del lavoro fondata sulla partecipazione, sull’eguaglianza, sulla responsabilizzazione, sulla collaborazione, sull'equità, contribuendo a sviluppare un nuovo protagonismo dei giovani.
In occasione dell’Anno Internazionale della Cooperazione (2012), il Movimento Cooperativo della Toscana, riunito nel coordinamento stabile dell’Alleanza Cooperative Italiane, con il patrocinio della Regione e con il contributo di Unioncamere Toscana, intende assumere un’ iniziativa che incoraggi i giovani a esprimere concretamente la loro adesione ai principi cooperativi.
In tale ambito le Associazioni regionali del Movimento cooperative Toscano (AGCI - Confcooperative - Legacoop) intendono PREMIARE IDEE IMPRENDITORIALI PROPOSTE DA GRUPPI di GIOVANI CHE PREVEDANO LA CREAZIONE DI UNA NUOVA IMPRESA IN FORMA COOPERATIVA.
Il progetto è coordinato da Confcooperative Toscana per conto del Coordinamento Toscano dell’Alleanza delle Cooperative ed è inserito nell’insieme di iniziative, chiamato “Genere, Generazioni e Genti nella cooperazione toscana”, pensate per celebrazione l’Anno Internazionale delle Cooperative.
1.OGGETTO DEL PREMIO
Il premio consiste:
1.1. Nella partecipazione ad un tirocinio ad indirizzo manageriale cooperativo di 6 mesi (sei mesi), presso un’impresa cooperativa qualificata, operante nel settore di interesse, da parte di un componente del gruppo proponente
1.2. Nell’assistenza alla predisposizione del business plan per la realizzazione della nuova impresa cooperativa ipotizzata
1.3. Nel collegamento della nuova impresa con la rete del sistema delle imprese cooperative, allo scopo di favorire lo sviluppo del core business e sfruttare tutte le possibili opportunità di mercato;
1.4. Nell’assistenza della nuova impresa per l’accesso al credito e la concessione di garanzie da parte Cooperfidi Italia;
1.5. Nell’assistenza alla nuova impresa per la richiesta di provvidenze finanziarie regionali;
L’assegnazione del tirocinio di cui al punto 1. comporta l’attribuzione da parte della cooperativa ospitante, di una borsa di studio a titolo di rimborso spese dell’importo forfettario non inferiore a 500,00 euro mensili lordi, oltre alle relative assicurazioni rischi e infortuni, secondo quanto previsto dalla legge regionale 32/2002 e successive modificazioni e integrazioni in materia di tirocini
Il tirocinio dovrà essere svolto entro il termine del 2013
Le Associazioni Cooperative, in virtù del Protocollo in essere con la Regione Toscana svolgono direttamente o tramite le proprie strutture operative, la funzione di Ente Promotore e di Tutoraggio.
I servizi di cui ai punti da 1.2 a 1.5 sono erogati gratuitamente dalle strutture delle Associazioni Cooperative fino al 31.12.2013
L’idea progettuale dovrà essere identificata con un proprio titolo
2.SOGGETTI DESTINATARI
Posso presentare le proprie idee progettuali i giovani, cittadini italiani con il diploma di scuola media superiore o titolo superiore che risiedono sul territorio regionale o qui domiciliati per motivi di studio e/o lavoro , che, alla data di scadenza del bando, abbiano un’età compresa fra i 18 e i 35 anni, organizzati in Gruppi di Progetto, informali, composti da un minimo di TRE giovani interessati a trasformare un’idea imprenditoriale in un progetto da gestire tramite una nuova impresa in forma di società cooperativa.
Ciascun componente del gruppo può partecipare alla presentazione di una sola domanda di candidatura.
Non possono partecipare associazioni, enti, organizzazioni comunque denominate o aziende già formalmente costituite.
Il tirocinio è attribuito ad UN giovane (di età compresa tra i 18 e i 29 anni non compiuti) appartenente a CIASCUNO dei Gruppi proponenti le PRIME TRE IDEE PROGETTUALI classificate nella graduatoria stilata dall’apposita Commissione di Valutazione.
Il tirocinante sarà individuato dagli stessi componenti del Gruppo di Progetto come incaricato di mansioni manageriali nella possibile nuova impresa cooperativa.
Il tirocinante alla data del 01 gennaio 2013 dovrà essere in possesso (per età e per situazione dei requisiti richiesti DALL’ART 17 BIS E SEGUENTI LETTERA a) e b) Legge Regionale n.32 del 26 luglio 2002, (Testo Unico della normativa della Regione Toscana in materia di educazione, istruzione, orientamento, formazione professionale e lavoro) così come modificato dalla legge regionale n.3 del 27 gennaio 2012, in materia di tirocini e dal relativo Regolamento del Presidente della Giunta regionale n.47/R dell’8 agosto 2003, come modificato dal D.P.G.R. n. 11/R del 22 marzo 2012.
Al tirocinante sono attribuiti gli obblighi ed i diritti di cui alla legge regionale n.32/2002 e relativo regolamento.
In caso di rinuncia si procede allo scorrimento della graduatoria.
L’attribuzione del premio avverrà con manifestazione pubblica che si terrà nel mese di GENNAIO.
3.COMMISSIONE DI VALUTAZIONE DELLE DOMANDE
I progetti saranno esaminati da una Commissione di Valutazione interna al Coordinamento Alleanza delle Cooperative Toscana, composta da un rappresentante per ognuna delle tre Associazione, un rappresentante delle Banche di Credito Cooperativo, un rappresentante di Unioncamere Toscana, un rappresentante della Regione (Assessorato alla Cooperazione), un Consulente Legale.
4.CRITERI DI VALUTAZIONE
Le proposte devono combinare abilmente creatività e fattibilità.
Le idee progettuali presentate saranno valutate fino ad un massimo di 100 punti ripartiti secondo i seguenti parametri:
1- qualità dell’idea imprenditoriali, attribuiti per la capacità di descrivere il fabbisogno cui l’idea progettuale intende rispondere; per la chiara individuazione dell’obiettivo che l’idea persegue e del prodotto/servizio che si intende realizzare, nonché dell’inserimento dell’idea imprenditoriale sul territorio;
fino ad un massimo di 50 punti
2- validità, utilità e coerenza della soluzione proposta e fattibilità, attribuiti in base alla fattibilità tecnica e amministrativa oltre alla fattibilità finanziaria intese come corretta individuazione e applicabilità della metodologia e degli strumenti individuati; coerenza delle fasi di realizzazione delle attività descritte nel progetto ed adeguatezza della interazione con i soggetti pubblici e privati rilevanti per il successo dell’idea;
fino ad un massimo di 30 punti
3- innovatività dell’idea progettuale, anche riguardo alle soluzioni organizzative nonché l’interazione con le nuove tecnologie;
fino ad un massimo di 15 punti:
4- potenzialità di generare occupazione sul territorio di riferimento, la replicabilità dell’idea progettuale, il grado di verificabilità ex post dei risultati attesi enunciati
fino ad un massimo di 5 punti
La Commissione si riserva di premiare un numero minore o nessuna proposta progettuale tra quelle pervenute sia per la non rispondenza delle domande a quanto specificatamente previsto, sia per inadeguatezza delle idee progettuali, sia per impossibilità oggettiva di conciliare località dell’azienda ospitante con domicilio del tirocinante.
5.TERMINI DI PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE
La domanda di ammissione al Bando dovrà essere presentata, da parte del Referente del Gruppo di Progetto, entro il 31 dicembre, tramite l’invio, della documentazione nella forma di cui agli allegati 1 e 2, a Confcooperative Toscana, Via Vasco de Gama 25, Firenze, ESCLUSIVAMENTE IN FORMATO ELETTRONICO PDF ALL’INDIRIZZO: toscana@confcooperative.it, specificando nell’oggetto: PROGETTO COMINCIAMO INSIEME – PARTECIPAZIONE AL BANDO DI SELEZIONE DELLE IDEE.
6.DISPOSIZIONI GENERALI E DI SALVAGUARDIA
Per il tirocinante valgono le regole della legge regionale, senza promessa di assunzione da parte delle Associazioni promotrici del presente bando, né della cooperativa ospitante né di qualsiasi altro ente.
Il premio può essere fruito esclusivamente presso la cooperativa individuata dall’Associazione di riferimento, che, compatibilmente con la presenza di imprese cooperative, farà riferimento al territorio di provenienza del tirocinante. Nessun diritto può esser vantato da parte del tirocinante in merito a rimborsi spesa ulteriori a quelli previsti dalla legge regionale.
7.PUBBLICITà
Il percorso sarà realizzato dalle Associazioni Cooperative in collaborazione con lo Sportello Giovani SI, con la Regione Toscana - Assessorato alla cooperazione e con Unioncamere.
Al presente bando è data pubblicità con avviso pubblico diffuso sul territorio regionale tramite mailing list in possesso degli organizzatori, e con la pubblicazione sui siti web delle Centrali Cooperative e dei loro Social network
8.INFORMAZIONI SUL PRESENTE AVVISO
Informazioni possono essere richieste sui commenti di questo blog!
Ulteriori informazioni possono inoltre essere richieste al dr. Cristiano Basile presso Confcooperative (basile.c@confcooperative.it).
9.PRIVACY
I dati dei quali le Centrali Cooperative entrano in possesso a seguito del presente bando verranno trattati nel rispetto del Decreto Legislativo 196/2003 e successive modifiche.
QUI la lettera di presentazione del concorso di idee.
QUI il bando di concorso.
QUI la domanda da presentare.
QUI il modello per presentare la propria idea.
Gli elementi di flessibilità organizzativa e di gestione (limitato capitale sociale iniziale, variabilità del capitale e della base sociale) tipici dell’impresa cooperativa, facilitano l’accesso all'esperienza imprenditoriale anche ai soggetti con ridotte disponibilità economiche iniziali.
La specificità del socio lavoratore, poi, promuove una nuova cultura del lavoro fondata sulla partecipazione, sull’eguaglianza, sulla responsabilizzazione, sulla collaborazione, sull'equità, contribuendo a sviluppare un nuovo protagonismo dei giovani.
In occasione dell’Anno Internazionale della Cooperazione (2012), il Movimento Cooperativo della Toscana, riunito nel coordinamento stabile dell’Alleanza Cooperative Italiane, con il patrocinio della Regione e con il contributo di Unioncamere Toscana, intende assumere un’ iniziativa che incoraggi i giovani a esprimere concretamente la loro adesione ai principi cooperativi.
In tale ambito le Associazioni regionali del Movimento cooperative Toscano (AGCI - Confcooperative - Legacoop) intendono PREMIARE IDEE IMPRENDITORIALI PROPOSTE DA GRUPPI di GIOVANI CHE PREVEDANO LA CREAZIONE DI UNA NUOVA IMPRESA IN FORMA COOPERATIVA.
Il progetto è coordinato da Confcooperative Toscana per conto del Coordinamento Toscano dell’Alleanza delle Cooperative ed è inserito nell’insieme di iniziative, chiamato “Genere, Generazioni e Genti nella cooperazione toscana”, pensate per celebrazione l’Anno Internazionale delle Cooperative.
1.OGGETTO DEL PREMIO
Il premio consiste:
1.1. Nella partecipazione ad un tirocinio ad indirizzo manageriale cooperativo di 6 mesi (sei mesi), presso un’impresa cooperativa qualificata, operante nel settore di interesse, da parte di un componente del gruppo proponente
1.2. Nell’assistenza alla predisposizione del business plan per la realizzazione della nuova impresa cooperativa ipotizzata
1.3. Nel collegamento della nuova impresa con la rete del sistema delle imprese cooperative, allo scopo di favorire lo sviluppo del core business e sfruttare tutte le possibili opportunità di mercato;
1.4. Nell’assistenza della nuova impresa per l’accesso al credito e la concessione di garanzie da parte Cooperfidi Italia;
1.5. Nell’assistenza alla nuova impresa per la richiesta di provvidenze finanziarie regionali;
L’assegnazione del tirocinio di cui al punto 1. comporta l’attribuzione da parte della cooperativa ospitante, di una borsa di studio a titolo di rimborso spese dell’importo forfettario non inferiore a 500,00 euro mensili lordi, oltre alle relative assicurazioni rischi e infortuni, secondo quanto previsto dalla legge regionale 32/2002 e successive modificazioni e integrazioni in materia di tirocini
Il tirocinio dovrà essere svolto entro il termine del 2013
Le Associazioni Cooperative, in virtù del Protocollo in essere con la Regione Toscana svolgono direttamente o tramite le proprie strutture operative, la funzione di Ente Promotore e di Tutoraggio.
I servizi di cui ai punti da 1.2 a 1.5 sono erogati gratuitamente dalle strutture delle Associazioni Cooperative fino al 31.12.2013
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2.SOGGETTI DESTINATARI
Posso presentare le proprie idee progettuali i giovani, cittadini italiani con il diploma di scuola media superiore o titolo superiore che risiedono sul territorio regionale o qui domiciliati per motivi di studio e/o lavoro , che, alla data di scadenza del bando, abbiano un’età compresa fra i 18 e i 35 anni, organizzati in Gruppi di Progetto, informali, composti da un minimo di TRE giovani interessati a trasformare un’idea imprenditoriale in un progetto da gestire tramite una nuova impresa in forma di società cooperativa.
Ciascun componente del gruppo può partecipare alla presentazione di una sola domanda di candidatura.
Non possono partecipare associazioni, enti, organizzazioni comunque denominate o aziende già formalmente costituite.
Il tirocinio è attribuito ad UN giovane (di età compresa tra i 18 e i 29 anni non compiuti) appartenente a CIASCUNO dei Gruppi proponenti le PRIME TRE IDEE PROGETTUALI classificate nella graduatoria stilata dall’apposita Commissione di Valutazione.
Il tirocinante sarà individuato dagli stessi componenti del Gruppo di Progetto come incaricato di mansioni manageriali nella possibile nuova impresa cooperativa.
Il tirocinante alla data del 01 gennaio 2013 dovrà essere in possesso (per età e per situazione dei requisiti richiesti DALL’ART 17 BIS E SEGUENTI LETTERA a) e b) Legge Regionale n.32 del 26 luglio 2002, (Testo Unico della normativa della Regione Toscana in materia di educazione, istruzione, orientamento, formazione professionale e lavoro) così come modificato dalla legge regionale n.3 del 27 gennaio 2012, in materia di tirocini e dal relativo Regolamento del Presidente della Giunta regionale n.47/R dell’8 agosto 2003, come modificato dal D.P.G.R. n. 11/R del 22 marzo 2012.
Al tirocinante sono attribuiti gli obblighi ed i diritti di cui alla legge regionale n.32/2002 e relativo regolamento.
In caso di rinuncia si procede allo scorrimento della graduatoria.
L’attribuzione del premio avverrà con manifestazione pubblica che si terrà nel mese di GENNAIO.
3.COMMISSIONE DI VALUTAZIONE DELLE DOMANDE
I progetti saranno esaminati da una Commissione di Valutazione interna al Coordinamento Alleanza delle Cooperative Toscana, composta da un rappresentante per ognuna delle tre Associazione, un rappresentante delle Banche di Credito Cooperativo, un rappresentante di Unioncamere Toscana, un rappresentante della Regione (Assessorato alla Cooperazione), un Consulente Legale.
4.CRITERI DI VALUTAZIONE
Le proposte devono combinare abilmente creatività e fattibilità.
Le idee progettuali presentate saranno valutate fino ad un massimo di 100 punti ripartiti secondo i seguenti parametri:
1- qualità dell’idea imprenditoriali, attribuiti per la capacità di descrivere il fabbisogno cui l’idea progettuale intende rispondere; per la chiara individuazione dell’obiettivo che l’idea persegue e del prodotto/servizio che si intende realizzare, nonché dell’inserimento dell’idea imprenditoriale sul territorio;
fino ad un massimo di 50 punti
2- validità, utilità e coerenza della soluzione proposta e fattibilità, attribuiti in base alla fattibilità tecnica e amministrativa oltre alla fattibilità finanziaria intese come corretta individuazione e applicabilità della metodologia e degli strumenti individuati; coerenza delle fasi di realizzazione delle attività descritte nel progetto ed adeguatezza della interazione con i soggetti pubblici e privati rilevanti per il successo dell’idea;
fino ad un massimo di 30 punti
3- innovatività dell’idea progettuale, anche riguardo alle soluzioni organizzative nonché l’interazione con le nuove tecnologie;
fino ad un massimo di 15 punti:
4- potenzialità di generare occupazione sul territorio di riferimento, la replicabilità dell’idea progettuale, il grado di verificabilità ex post dei risultati attesi enunciati
fino ad un massimo di 5 punti
La Commissione si riserva di premiare un numero minore o nessuna proposta progettuale tra quelle pervenute sia per la non rispondenza delle domande a quanto specificatamente previsto, sia per inadeguatezza delle idee progettuali, sia per impossibilità oggettiva di conciliare località dell’azienda ospitante con domicilio del tirocinante.
5.TERMINI DI PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE
La domanda di ammissione al Bando dovrà essere presentata, da parte del Referente del Gruppo di Progetto, entro il 31 dicembre, tramite l’invio, della documentazione nella forma di cui agli allegati 1 e 2, a Confcooperative Toscana, Via Vasco de Gama 25, Firenze, ESCLUSIVAMENTE IN FORMATO ELETTRONICO PDF ALL’INDIRIZZO: toscana@confcooperative.it, specificando nell’oggetto: PROGETTO COMINCIAMO INSIEME – PARTECIPAZIONE AL BANDO DI SELEZIONE DELLE IDEE.
6.DISPOSIZIONI GENERALI E DI SALVAGUARDIA
Per il tirocinante valgono le regole della legge regionale, senza promessa di assunzione da parte delle Associazioni promotrici del presente bando, né della cooperativa ospitante né di qualsiasi altro ente.
Il premio può essere fruito esclusivamente presso la cooperativa individuata dall’Associazione di riferimento, che, compatibilmente con la presenza di imprese cooperative, farà riferimento al territorio di provenienza del tirocinante. Nessun diritto può esser vantato da parte del tirocinante in merito a rimborsi spesa ulteriori a quelli previsti dalla legge regionale.
7.PUBBLICITà
Il percorso sarà realizzato dalle Associazioni Cooperative in collaborazione con lo Sportello Giovani SI, con la Regione Toscana - Assessorato alla cooperazione e con Unioncamere.
Al presente bando è data pubblicità con avviso pubblico diffuso sul territorio regionale tramite mailing list in possesso degli organizzatori, e con la pubblicazione sui siti web delle Centrali Cooperative e dei loro Social network
8.INFORMAZIONI SUL PRESENTE AVVISO
Informazioni possono essere richieste sui commenti di questo blog!
Ulteriori informazioni possono inoltre essere richieste al dr. Cristiano Basile presso Confcooperative (basile.c@confcooperative.it).
9.PRIVACY
I dati dei quali le Centrali Cooperative entrano in possesso a seguito del presente bando verranno trattati nel rispetto del Decreto Legislativo 196/2003 e successive modifiche.
QUI la lettera di presentazione del concorso di idee.
QUI il bando di concorso.
QUI la domanda da presentare.
QUI il modello per presentare la propria idea.
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domenica 30 settembre 2012
Il Sito Archeologico di Mes Aynak, patrimonio dell'umanità, potrebbe sparire
Ogni volta che leggo notizie come questa mi vengono in mente le parole attribuite al mitico Ermete Trismegisto sulla civiltà egiziana:
"Non sai o Asclepio, che l’Egitto è l’immagine del cielo, proiezione qui nel profondo di tutto l’ordinamento celeste?
Tuttavia sappilo, tempo verrà in cui saranno reputati vani tutti i culti praticati con tanta fede dagli egiziani ai loro dèi e tutte le loro sante evocazioni saranno considerate sterili e prive di senso. La divinità lascerà la terra per risalire in cielo, abbandonando l’Egitto, sua antica dimora, che rimarrà privo di religione e orbato della presenza degli dèi… Allora, questa terra consacrata da tanti santuari e templi, apparirà ricoperta di tombe e di morti.
O Egitto, Egitto! Della tua religione altro non rimarrà che un fiabesco racconto al quale i posteri più non presteranno orecchio e, sola testimonianza della tua fede, mute parole incise sulla pietra…"
"Qui in Afghanistan, dove vivo e lavoro, stanno per commettere un crimine contro la cultura che sarà persino peggiore della distruzione dei famosi Buddha di Bamiyan fatta dai talebani nel marzo del 2001.
I "nuovi talebani" sono la Banca mondiale, i governanti afghani super-corrotti e infine i nuovi capitalisti cinesi. Sotto il sito archeologico di Mes Aynak (e' un posto magico, un sito buddhista della vecchia via della seta, con templi, palazzi, biblioteche, tutto ancora da scavare) c'è un filone di rame. Se il mondo non fa qualcosa, a dicembre, con i soldi finanziati dalla Banca mondiale, i cinesi faranno saltare tutto per aria con la dinamite. Bisogna cercare di fermarli. E' la Pompei afghana. Assistere a un tale scempio è una vera vergogna." Marco
In seguito a questo commento è stata lanciata una petizione su Avaaz per porre il problema qui riferito all'attenzione di Irina Bokova, Direttore generale dell'UNESCO. Firma e diffondi!
"Non sai o Asclepio, che l’Egitto è l’immagine del cielo, proiezione qui nel profondo di tutto l’ordinamento celeste?
Tuttavia sappilo, tempo verrà in cui saranno reputati vani tutti i culti praticati con tanta fede dagli egiziani ai loro dèi e tutte le loro sante evocazioni saranno considerate sterili e prive di senso. La divinità lascerà la terra per risalire in cielo, abbandonando l’Egitto, sua antica dimora, che rimarrà privo di religione e orbato della presenza degli dèi… Allora, questa terra consacrata da tanti santuari e templi, apparirà ricoperta di tombe e di morti.
O Egitto, Egitto! Della tua religione altro non rimarrà che un fiabesco racconto al quale i posteri più non presteranno orecchio e, sola testimonianza della tua fede, mute parole incise sulla pietra…"
"Qui in Afghanistan, dove vivo e lavoro, stanno per commettere un crimine contro la cultura che sarà persino peggiore della distruzione dei famosi Buddha di Bamiyan fatta dai talebani nel marzo del 2001.
I "nuovi talebani" sono la Banca mondiale, i governanti afghani super-corrotti e infine i nuovi capitalisti cinesi. Sotto il sito archeologico di Mes Aynak (e' un posto magico, un sito buddhista della vecchia via della seta, con templi, palazzi, biblioteche, tutto ancora da scavare) c'è un filone di rame. Se il mondo non fa qualcosa, a dicembre, con i soldi finanziati dalla Banca mondiale, i cinesi faranno saltare tutto per aria con la dinamite. Bisogna cercare di fermarli. E' la Pompei afghana. Assistere a un tale scempio è una vera vergogna." Marco
In seguito a questo commento è stata lanciata una petizione su Avaaz per porre il problema qui riferito all'attenzione di Irina Bokova, Direttore generale dell'UNESCO. Firma e diffondi!
lunedì 24 settembre 2012
Pivoting from a Co-operative Year to a Co-operative Decade
di Charles Gould, ICA Director-General.
We are about to enter the last month of the International Year of Co-operatives. While we will surely ride the momentum through the end of calendar year 2012, the International Year actually launched on 31 October 2011, at a plenary session of the United Nations in New York, and so officially closes, for co-operators, when we meet together in Manchester, UK on 31 October 2012.
Co-operators are doing something with ‘our Year’ that others haven’t done with theirs. We are attempting to leverage it from a Year into a Decade. October is the month when we determine whether we will be successful in that. The International Co-operative Alliance has been consulting this entire year with leading co-operative organisations in 100 countries to develop a Blueprint for a Co-operative Decade. At the end of September, the draft Blueprint will be released. On 31 October, ICA members will decide at a General Assembly in Manchester whether this is the right way forward.
Before meeting in Manchester however for what will be an exciting week of activities and events known as Co-operatives United, co-operators will be meeting in Quebec City, Canada for the International Summit of Co-operatives. The Summit runs from 6-8 October, but is preceded by an innovative economics conference, also in Quebec City, called Imagine 2012. I will be blogging from the Summit and so will not say much more about it now, other than that it bookends at the start of October with Co-operatives United at the end, to ensure that the International Year of Co-operatives builds to a crescendo.
If we are successful with this final month, we will simply be revving up before we shift to the next gear and turn the 2011 preparatory year and the 2012 implementation year into the promising start of the Co-operative Decade. The time horizon for that decade is 2020 when we believe, if we are successful in legitimately positioning the co-operative as the acknowledged leader in economic, social and environmental sustainability, that it will become the model preferred by people, and consequently the fastest-growing form of enterprise in the world.
Stay-tuned.
We are about to enter the last month of the International Year of Co-operatives. While we will surely ride the momentum through the end of calendar year 2012, the International Year actually launched on 31 October 2011, at a plenary session of the United Nations in New York, and so officially closes, for co-operators, when we meet together in Manchester, UK on 31 October 2012.
Co-operators are doing something with ‘our Year’ that others haven’t done with theirs. We are attempting to leverage it from a Year into a Decade. October is the month when we determine whether we will be successful in that. The International Co-operative Alliance has been consulting this entire year with leading co-operative organisations in 100 countries to develop a Blueprint for a Co-operative Decade. At the end of September, the draft Blueprint will be released. On 31 October, ICA members will decide at a General Assembly in Manchester whether this is the right way forward.
Before meeting in Manchester however for what will be an exciting week of activities and events known as Co-operatives United, co-operators will be meeting in Quebec City, Canada for the International Summit of Co-operatives. The Summit runs from 6-8 October, but is preceded by an innovative economics conference, also in Quebec City, called Imagine 2012. I will be blogging from the Summit and so will not say much more about it now, other than that it bookends at the start of October with Co-operatives United at the end, to ensure that the International Year of Co-operatives builds to a crescendo.
If we are successful with this final month, we will simply be revving up before we shift to the next gear and turn the 2011 preparatory year and the 2012 implementation year into the promising start of the Co-operative Decade. The time horizon for that decade is 2020 when we believe, if we are successful in legitimately positioning the co-operative as the acknowledged leader in economic, social and environmental sustainability, that it will become the model preferred by people, and consequently the fastest-growing form of enterprise in the world.
Stay-tuned.
giovedì 13 settembre 2012
Cooperative News eBook - Co-operatives build a better world through Food
Find out how Co-operative Enterprises Build a Better World in a series of free eBooks that show how co-operatives provide an ethical alternative for business across the world.
To celebrate the International Day of Co-operatives (July 7, 2012), the first eBook tackles food security and how the sector from smallholder farmers through to multi-billion dollar organisations is working to provide key commodities for the global population.
Visualizza e scarica il PDF
To celebrate the International Day of Co-operatives (July 7, 2012), the first eBook tackles food security and how the sector from smallholder farmers through to multi-billion dollar organisations is working to provide key commodities for the global population.
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lunedì 3 settembre 2012
Umberto Galimberti - Analisi dell'Attualità
Importante momento di riflessione offertoci da MicroMacro con un’intervista al noto filosofo e docente universitario Umberto Galimbreti sull’attualità
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sabato 1 settembre 2012
Food co-ops make a big difference in US communities
A recent study conducted by the National Cooperative Grocers Association in the US shows how food co-ops make a difference in their local communities. The report, “Healthy foods, Healthy communities,” looks at the social and economic impact of food co-ops in the US.
The study highlights how co-ops are superior to the conventional grocery industry — those stores that are privately or investor-owned — in terms of the proportion of energy efficiency, environmental impact, healthy and environmental food provided and the job opportunities offered.
For every USD1,000 a shopper spends at their local food co-op, USD1,604 in economic activity is generated in their local economy — USD239 more than if they had spent that same USD1,000 at a conventional grocer in the same community.
A typical co-op in the US works with over 150 individual local farmers and food producers as opposed to only 65 local farmers and food producers in the case of the conventional stores
Co-ops source over 40% meats, 35% deli, 31% dairy, 11% grocery and 11% general merchandise from local producers, as opposed to only 5% meats, 3% deli, 9% dairy, 2% grocery and 5% general merchandise in the case of the conventional sector. Moreover, in a co-op store 82% of produce sales are organic, while only 12% are organic in a conventional store.
Retail food co-operatives also create jobs for the local communities. The average food co-op creates 9.3 jobs for every million dollars in sales. A typical co-op creates USD10 million a year in revenue and provides employment for over 90 workers, or nine workers per million. In contrast, a conventional grocer creates only 5.8 jobs per million dollars in sales.
Overall, co-ops generally pay comparable wages to their competitors. For some occupations such as cashiers, stock clerks or food prep workers, the average hourly wage is higher for co-op workers than for employees within the conventional sector. Due to various bonuses and profit sharing, co-op employees earn an average of USD14.31 per hour compared to USD13.35 for their peers in the traditional sector.
Furthermore, 68% are eligible for health insurance in the co-op sector, where as less than half are eligible in the conventional sector, due to the fact that there are more part-time employees than in this sector. Employees also highly value the co-op principles and appreciate their workplace culture and the benefits.
A food co-op in the US spends an estimated 38% of revenues locally, while a conventional grocer spends 24%. Food co-ops also help to redistribute the revenue to the local economy.
A co-op with USD10 million in annual sales generates USD16 million of local economic impact. On the other hand, a local conventional grocery store of the same size, in the same community, would have an annual economic impact of USD13.6 million. This means that by choosing to support and shop at a food co-op, a community can increase its total economic activity by over USD2.4 million a year.
The study shows that co-ops also have more efficient environmental policies because consumers themselves are involved in the decision making process.
A typical NCGA food co-op recycles 96% of its cardboard waste, 81% of its plastics and 96% cardboard, as opposed to 36%, 29% and 91% in the conventional sector. Food co-ops are also involved in energy conservation projects. Co-op food stores have scored an average energy score of 82 out of 100, while conventional grocery stores have only scored only 50.
• The National Cooperative Grocers Association (NCGA) is a business services co-operative for retail food co-ops located throughout the United States. For more information on the study, visit: strongertogether.coop/food-coops/food-co-op-impact-study
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