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giovedì 19 febbraio 2015

Alessandro Baricco Vs Paola Mastrocola - La scuola

Interessante dialogo tra Baricco e la Mastrocola sulla scuola, l'educazione e il ruolo degli insegnanti.
Personalmente concordo con Baricco...


sabato 24 novembre 2012

Per gli amici cooperatori toscani: Bando per Idee Cooperative

L’impresa cooperativa, per le sue caratteristiche di democraticità, di impresa mutualistica e solidaristica, orientata alla valorizzazione della persona, all'impegno sociale e civile, nonché all'integrazione di esperienze, di capacità e di saperi può rappresentare una strumento societario particolarmente adatto alle aspettative e alla realizzazione di idee imprenditoriali presentate da giovani.

Gli elementi di flessibilità organizzativa e di gestione (limitato capitale sociale iniziale, variabilità del capitale e della base sociale) tipici dell’impresa cooperativa, facilitano l’accesso all'esperienza imprenditoriale anche ai soggetti con ridotte disponibilità economiche iniziali.

La specificità del socio lavoratore, poi, promuove una nuova cultura del lavoro fondata sulla partecipazione, sull’eguaglianza, sulla responsabilizzazione, sulla collaborazione, sull'equità, contribuendo a sviluppare un nuovo protagonismo dei giovani.


In occasione dell’Anno Internazionale della Cooperazione (2012), il Movimento Cooperativo della Toscana, riunito nel coordinamento stabile dell’Alleanza Cooperative Italiane, con il patrocinio della Regione e con il contributo di Unioncamere Toscana, intende assumere un’ iniziativa che incoraggi i giovani a esprimere concretamente la loro adesione ai principi cooperativi.

In tale ambito le Associazioni regionali del Movimento cooperative Toscano (AGCI - Confcooperative - Legacoop) intendono PREMIARE IDEE IMPRENDITORIALI PROPOSTE DA GRUPPI di GIOVANI CHE PREVEDANO LA CREAZIONE DI UNA NUOVA IMPRESA IN FORMA COOPERATIVA.

Il progetto è coordinato da Confcooperative Toscana per conto del Coordinamento Toscano dell’Alleanza delle Cooperative ed è inserito nell’insieme di iniziative, chiamato “Genere, Generazioni e Genti nella cooperazione toscana”, pensate per celebrazione l’Anno Internazionale delle Cooperative.


1.OGGETTO DEL PREMIO
Il premio consiste:

1.1. Nella partecipazione ad un tirocinio ad indirizzo manageriale cooperativo di 6 mesi (sei mesi), presso un’impresa cooperativa qualificata, operante nel settore di interesse, da parte di un componente del gruppo proponente
1.2. Nell’assistenza alla predisposizione del business plan per la realizzazione della nuova impresa cooperativa ipotizzata
1.3. Nel collegamento della nuova impresa con la rete del sistema delle imprese cooperative, allo scopo di favorire lo sviluppo del core business e sfruttare tutte le possibili opportunità di mercato;
1.4. Nell’assistenza della nuova impresa per l’accesso al credito e la concessione di garanzie da parte Cooperfidi Italia;
1.5. Nell’assistenza alla nuova impresa per la richiesta di provvidenze finanziarie regionali;

L’assegnazione del tirocinio di cui al punto 1. comporta l’attribuzione da parte della cooperativa ospitante, di una borsa di studio a titolo di rimborso spese dell’importo forfettario non inferiore a 500,00 euro mensili lordi, oltre alle relative assicurazioni rischi e infortuni, secondo quanto previsto dalla legge regionale 32/2002 e successive modificazioni e integrazioni in materia di tirocini

Il tirocinio dovrà essere svolto entro il termine del 2013

Le Associazioni Cooperative, in virtù del Protocollo in essere con la Regione Toscana svolgono direttamente o tramite le proprie strutture operative, la funzione di Ente Promotore e di Tutoraggio.

I servizi di cui ai punti da 1.2 a 1.5 sono erogati gratuitamente dalle strutture delle Associazioni Cooperative fino al 31.12.2013

L’idea progettuale dovrà essere identificata con un proprio titolo


2.SOGGETTI DESTINATARI


Posso presentare le proprie idee progettuali i giovani, cittadini italiani con il diploma di scuola media superiore o titolo superiore che risiedono sul territorio regionale o qui domiciliati per motivi di studio e/o lavoro , che, alla data di scadenza del bando, abbiano un’età compresa fra i 18 e i 35 anni, organizzati in Gruppi di Progetto, informali, composti da un minimo di TRE giovani interessati a trasformare un’idea imprenditoriale in un progetto da gestire tramite una nuova impresa in forma di società cooperativa.

Ciascun componente del gruppo può partecipare alla presentazione di una sola domanda di candidatura.

Non possono partecipare associazioni, enti, organizzazioni comunque denominate o aziende già formalmente costituite.

Il tirocinio è attribuito ad UN giovane (di età compresa tra i 18 e i 29 anni non compiuti) appartenente a CIASCUNO dei Gruppi proponenti le PRIME TRE IDEE PROGETTUALI classificate nella graduatoria stilata dall’apposita Commissione di Valutazione.
Il tirocinante sarà individuato dagli stessi componenti del Gruppo di Progetto come incaricato di mansioni manageriali nella possibile nuova impresa cooperativa.
Il tirocinante alla data del 01 gennaio 2013 dovrà essere in possesso (per età e per situazione dei requisiti richiesti DALL’ART 17 BIS E SEGUENTI LETTERA a) e b) Legge Regionale n.32 del 26 luglio 2002, (Testo Unico della normativa della Regione Toscana in materia di educazione, istruzione, orientamento, formazione professionale e lavoro) così come modificato dalla legge regionale n.3 del 27 gennaio 2012, in materia di tirocini e dal relativo Regolamento del Presidente della Giunta regionale n.47/R dell’8 agosto 2003, come modificato dal D.P.G.R. n. 11/R del 22 marzo 2012.

Al tirocinante sono attribuiti gli obblighi ed i diritti di cui alla legge regionale n.32/2002 e relativo regolamento.

In caso di rinuncia si procede allo scorrimento della graduatoria.
L’attribuzione del premio avverrà con manifestazione pubblica che si terrà nel mese di GENNAIO.


3.COMMISSIONE DI VALUTAZIONE DELLE DOMANDE

I progetti saranno esaminati da una Commissione di Valutazione interna al Coordinamento Alleanza delle Cooperative Toscana, composta da un rappresentante per ognuna delle tre Associazione, un rappresentante delle Banche di Credito Cooperativo, un rappresentante di Unioncamere Toscana, un rappresentante della Regione (Assessorato alla Cooperazione), un Consulente Legale.


4.CRITERI DI VALUTAZIONE


Le proposte devono combinare abilmente creatività e fattibilità.

Le idee progettuali presentate saranno valutate fino ad un massimo di 100 punti ripartiti secondo i seguenti parametri:

1- qualità dell’idea imprenditoriali, attribuiti per la capacità di descrivere il fabbisogno cui l’idea progettuale intende rispondere; per la chiara individuazione dell’obiettivo che l’idea persegue e del prodotto/servizio che si intende realizzare, nonché dell’inserimento dell’idea imprenditoriale sul territorio;
fino ad un massimo di 50 punti

2- validità, utilità e coerenza della soluzione proposta e fattibilità, attribuiti in base alla fattibilità tecnica e amministrativa oltre alla fattibilità finanziaria intese come corretta individuazione e applicabilità della metodologia e degli strumenti individuati; coerenza delle fasi di realizzazione delle attività descritte nel progetto ed adeguatezza della interazione con i soggetti pubblici e privati rilevanti per il successo dell’idea;
fino ad un massimo di 30 punti

3- innovatività dell’idea progettuale, anche riguardo alle soluzioni organizzative nonché l’interazione con le nuove tecnologie;
fino ad un massimo di 15 punti:

4- potenzialità di generare occupazione sul territorio di riferimento, la replicabilità dell’idea progettuale, il grado di verificabilità ex post dei risultati attesi enunciati
fino ad un massimo di 5 punti



La Commissione si riserva di premiare un numero minore o nessuna proposta progettuale tra quelle pervenute sia per la non rispondenza delle domande a quanto specificatamente previsto, sia per inadeguatezza delle idee progettuali, sia per impossibilità oggettiva di conciliare località dell’azienda ospitante con domicilio del tirocinante.


5.TERMINI DI PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE


La domanda di ammissione al Bando dovrà essere presentata, da parte del Referente del Gruppo di Progetto, entro il 31 dicembre, tramite l’invio, della documentazione nella forma di cui agli allegati 1 e 2, a Confcooperative Toscana, Via Vasco de Gama 25, Firenze, ESCLUSIVAMENTE IN FORMATO ELETTRONICO PDF ALL’INDIRIZZO: toscana@confcooperative.it, specificando nell’oggetto: PROGETTO COMINCIAMO INSIEME – PARTECIPAZIONE AL BANDO DI SELEZIONE DELLE IDEE.


6.DISPOSIZIONI GENERALI E DI SALVAGUARDIA

Per il tirocinante valgono le regole della legge regionale, senza promessa di assunzione da parte delle Associazioni promotrici del presente bando, né della cooperativa ospitante né di qualsiasi altro ente.
Il premio può essere fruito esclusivamente presso la cooperativa individuata dall’Associazione di riferimento, che, compatibilmente con la presenza di imprese cooperative, farà riferimento al territorio di provenienza del tirocinante. Nessun diritto può esser vantato da parte del tirocinante in merito a rimborsi spesa ulteriori a quelli previsti dalla legge regionale.


7.PUBBLICITà

Il percorso sarà realizzato dalle Associazioni Cooperative in collaborazione con lo Sportello Giovani SI, con la Regione Toscana - Assessorato alla cooperazione e con Unioncamere.

Al presente bando è data pubblicità con avviso pubblico diffuso sul territorio regionale tramite mailing list in possesso degli organizzatori, e con la pubblicazione sui siti web delle Centrali Cooperative e dei loro Social network


8.INFORMAZIONI SUL PRESENTE AVVISO

Informazioni possono essere richieste sui commenti di questo blog!

Ulteriori informazioni possono inoltre essere richieste al dr. Cristiano Basile presso Confcooperative (basile.c@confcooperative.it).


9.PRIVACY

I dati dei quali le Centrali Cooperative entrano in possesso a seguito del presente bando verranno trattati nel rispetto del Decreto Legislativo 196/2003 e successive modifiche.

QUI
la lettera di presentazione del concorso di idee.
QUI il bando di concorso.
QUI la domanda da presentare.
QUI il modello per presentare la propria idea.



















domenica 22 luglio 2012

Giustizia, libertà, felicità - Zamagni

Lavorare in una cooperativa è una scelta di giustizia, che esprime libertà e porta alla felicità.
Ha detto così il professor Stefano Zamagni ai 400 studenti trentini che si sono recati a Riva del Garda con i loro insegnanti per ascoltare la lezione dell’economista. Sul palco, prima di lui, i ragazzi avevano presentato i loro progetti di educazione cooperativa portati avanti nelle scuole dalla Federazione insieme alla Provincia.

Giustizia, libertà, felicità
“Un giovane che ama la giustizia farà fatica a lavorare nelle imprese di tipo capitalistico – ha detto l’economista –. Le diseguaglianze sono fortissime: chi vince diventa super-ricco, chi perde viene annientato. I giovani sono per natura avversi alle ingiustizie e non possono avere l’efficienza esasperata come unico obiettivo di vita”. E poi la libertà. “La vera libertà non è quella di scegliere ma di poter scegliere. Chi ama lalibertà ne accetta di rischi. Chi vuole la sicurezza vende quote di libertà e accetta il lavoro dipendente. Per questo il modo migliore per far avvicinare un giovane alla cooperazione è quello di fargli amare la libertà”. Lavorare in cooperativa, poi porta alla felicità, che è cosa diversa dall’utilità, che è collegata al possesso delle cose. “La felicità riguarda le relazioni tra persone: per essere felici bisogna essere almeno in due”. Secondo Zamagni all’interno degli ambienti di lavoro delle imprese capitalistiche le relazioni vengono limitate quando non addirittura evitate del tutto, perché considerate dannosi perditempo. “Così si uccide la felicità – ha detto –. La cooperazione ti consente (non garantisce) di tradurre in pratica giustizia libertà e felicità”.

L’origine della cooperazione
Alla base del capitalismo c’è l’idea di Thomas Hobbes secondo cui la natura umana è egoista. “In quel mondo – ha detto il professore – l’uomo è lupo contro gli altri. Questa concezione di impresa è risultata vincente fino a metà dell’Ottocento, quando come reazione a quest’approccio è nata la cooperazione”. Le prime cooperative sono state di consumo: spacci alimentari che vendevano ai soci a prezzi accessibili. Una risposta contro la miseria. “Questa origine – ha spiegato Zamagni – ha avuto un effetto di trascinamento che non ha giovato alla causa cooperativa. Ha fatto credere a intere generazioni di studiosi e di politici che la forma cooperativa fosse minore”. Lo stesso articolo 45 della Costituzione che parla di cooperazione ne cita la sua funzione sociale, perché la funzione economica è considerata appannaggio esclusivo delle imprese capitalistica: le imprese creano ricchezza, le cooperative redistribuiscono. “Allora questa differenziazione era giustificata oggi no – ha aggiunto –. Oggi dobbiamo recuperare il terreno perduto. Guai a dissociare l’economico dal sociale.
È un tentativo di delegittimare. La cooperazione è una forma superiore rispetto alla capitalistica: riesce a redistribuire ricchezza mentre la produce. Se esistessero solo imprese cooperative non ci sarebbe bisogno di welfare state, che è nato per il fallimento del mercato capitalistico”.

La differenza delle cooperative
In ogni impresa tutti sono consapevoli che ognuno ha bisogno dell’altro; ciascuno mantiene la responsabilità delle proprie azioni e tutti tendono al raggiungimento di un obiettivo comune. Nell’impresa capitalistica la comunione si ferma ai mezzi: il capitalista vuole massimizzare il profitto, il lavoratore massimizzare il salario. Uno ha bisogno dell’altro.
Nella cooperativa la comunanza si estende ai fini. Ne consegue che il modo di gestire e governare l’impresa sarà diverso: non la gerarchia ma l’autorevolezza.
“Il movimento cooperativo – ha suggerito il docente – deve mettere in atto delle strategie di protezione della propria identità. La tentazione di alzare le braccia e trasformarsi in imprese capitalistiche è forte.
L’antidoto è agire a livello culturale, anche rafforzando le reti, le forme di organizzazione orizzontale che fanno parlare di distretto cooperativo”.

di Dirce Pradella
Tratto da: Cooperazione Trentina n°4 Aprile 2012

sabato 7 gennaio 2012

Quale rivoluzione? Siamo viziati e senza coraggio! - Paolo Barnard

Risposta interessante di Barnard alla domanda del pubblico su cosa possiamo fare e quali strumenti abbiamo per cambiare le cose.
Io sono un fermo sostenitore della massima "il fine giustifica i mezzi", e Barnard qui ci ricorda che bisogna avere il coraggio di perseguirlo quel fine.