Interessante intervento di Ernesto Sirolli sul palco di TED. Oltre a raccontare la sua esperienza personale in Africa, all'interno di programmi internazionali di aiuto, Sirolli parla delle conoscenze acquisite sullo sviluppo e la nascita di imprese di successo. Imprese che oltre a realizzare le passioni di chi le fonda portano innovazione e sviluppo all'interno delle comunità d'appartenenza.
Cattive medicine era il titolo di copertina di Internazionale della settimana scorsa. Parla di quella che viene comunemente chiamata big pharma, la grande industria del farmaco che sta dietro la produzione dei medicinali. Un aspetto critico segnalato con forza da un epidemiologo inglese è il fatto che le case farmaceutiche non sono obbligate a pubblicare i dati negativi relativi alla sperimentazione di un farmaco. Autore di questa TED conference e protagonista dell'articolo di Internazionale è Ben Goldacre, un medico autore di libri di successo e del blog Bad Science. Da anni si batte affinchè tutti i dati sperimentali, anche quelli negativi, vengano pubblicati sulle riviste, pure quelli del passato che non hanno mai trovato spazio. Parafrasando il titolo della sua conferenza ho intitolato appunto Big Pharma: quello che l'industria farmaceutica non dice, con riferimento ai possibili risultati negativi che i ricercatori non pubblicano, perchè chi finanzia la ricerca vuole solo risultati positivi, perchè le riviste non li accettano e così via. Non vuole essere un generico atto di accusa contro l'industria farmaceutica ma solo un tentativo di comprendere. Un organismo vivente è una cosa molto complessa, faremmo un torto a quella complessità se ci volessero far credere che esistono solo risultati positivi.
tratto da: http://questionedelladecisione.blogspot.it/2012/11/big-pharma-quello-che-lindustria.html
"Da una parte c'è il neoliberismo, con tutto il suo potere repressivo e i suoi strumenti di morte, dall'altra l'essere umano. C'è chi si adatta ad essere un numero in più nella gigantesca borsa del potere; con cinismo percorre la scala orizzontale dello schiavo che è a sua volta padrone di altri schiavi. In cambio di una vita mortificata e delle briciole che il potere gli concede c'è chi si vende, si adatta, si arrende. In qualunque parte del mondo ci sono schiavi che si dichiarano felici di esserlo; in qualunque parte del mondo ci sono uomini e donne che rinunciano alla propria umanità e vanno ad occupare un posto nel gigantesco mercato della dignità. Ma c'è anche chi non si adatta, chi sceglie di essere scomodo, c'è chi non si vende, c'è chi non si arrende. C'è in tutto il mondo chi non si piega ad essere annichilito da questa guerra; c'è chi decide di combattere."