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lunedì 26 novembre 2012

World Cooperative Monitor - 2012


Scarica il rapporto completo del "World Cooperative Monitor" 2012

Las trescientas cooperativas más importantes generan USD 2 billones

Trescientas de las cooperativas más importantes del mundo registran ingresos por USD 2 billones, según estadísticas de la Alianza Cooperativa Internacional.

En un estudio exhaustivo de los informes financieros presentados por cooperativas de todo el mundo durante 2010, la ACI y el Euricse –socio de la ACI en este estudio científico– descubrieron que las 300 cooperativas más grandes del mundo tuvieron ingresos por USD 1975,6 miles de millones, en comparación con los USD 1600 miles de millones que registró el informe Global300 del año anterior.

La información forma parte del nuevo Monitoreo Global de las Cooperativas, el informe que reemplaza a Global300 y que analiza el efecto más extenso de las cooperativas más importantes del mundo, presentado la semana pasada en Cooperativas Unidas.

De dicho monto, que abarca a 24 países, USD 977,20 mil millones corresponden a mutuales y cooperativas de seguros, mientras que USD 158,7 mil millones corresponden a cooperativas de servicios bancarios y financieros.

La cooperativa que alcanzó el mejor rendimiento fue la aseguradora Zenkyoren, que obtuvo ingresos totales por USD 70,70 mil millones. Zen-noh, la Federación Nacional de Cooperativas Agrícolas de Japón, ocupó el segundo lugar, con USD 60,88 mil millones, mientras que la cooperativa alemana de consumo Edeka Zentrale se posicionó tercera con USD 58,16 mil millones. En cuarto lugar quedó la aseguradora estadounidense State Farm Group con USD 56,87 mil millones; y la aseguradora japonesa Nippon Life alcanzó la quinta posición con USD 55,5 mil millones.

La base de datos consta de 2192 cooperativas situadas en 61 países. Las cooperativas no bancarias o de seguros tuvieron ingresos por $1155,1 miles de millones; las cooperativas bancarias registraron ingresos por $180,6 mil millones y las cooperativas de seguros, $1106,3 miles de millones.

Europa ostenta la mayor cantidad de cooperativas, con 1297; 560 informes corresponden a América, que fue seguida por Asia, con 156; Oceanía, con 151; y ocho en África.

El desglose de las cooperativas por sector es el siguiente: mutuales y cooperativas de seguros (28%), industrias agrícola y alimenticia (26%), consumo y comercio minorista (21%), industria y servicios públicos (7%), servicios bancarios y financieros (7%), otros servicios (4%), salud y atención social (3%), otros (3%) y otros (1%).

Charles Gould, Director General de la ACI, afirmó: “A lo largo de este año, la Alianza Cooperativa Internacional (ACI) ha fomentado y respaldado una gran cantidad de iniciativas. Al ser la voz de las cooperativas en el mundo, en la ACI llegamos a la conclusión de que el Año Internacional de las Cooperativas presentaba la oportunidad perfecta para recabar información sobre las cooperativas más grandes del mundo.

"Esta nueva información demuestra que las cooperativas no sólo tienen una escala sustancial, sino que, además, esa escala es sustentable aún de cara a condiciones económicas mundiales que resultan difíciles. Sobre todo, con ingresos anuales por USD 2 billones entre las 300 cooperativas más grandes del mundo, este sector no es un actor marginal sino que, por el contrario, representa una fuerza económica internacional de suma importancia.”

El informe contó con el respaldo de Crédit Coopératif, el Grupo Desjardins, la Indian Fertiliser Cooperative Limited (IFFCO), la Organisação das Cooperativas Brasileiras (OCB) y The Co-operative Group.

En 2005, la ACI creó Global300, una iniciativa que se propuso elaborar una lista de las 300 cooperativas y organizaciones mutuales más grandes del mundo. Con la incorporación del Instituto Europeo de Investigación sobre Cooperativas y Empresas Sociales (Euricse) en su calidad de socio técnico-científico, la nueva edición del informe de la ACI adquiere solidez metodológica. Con el fin de ampliar y otorgar mayor sustento científico al proyecto, el Euricse y la ACI han designado una comisión científica conformada por investigadores del Euricse y otros expertos internacionales con formación y habilidades diversas.

• Pulse aquí para ver el informe completo, con el desglose por sector. Para participar de futuras ediciones del informe, visite el sitio www.monitor.coop.

Fotografía: Mapa de la base de datos del Monitoreo Global de las Cooperativas


tratto da: http://2012.coop/es/media/news/las-trescientas-cooperativas-m%C3%A1s-importantes-generan-usd-2-billones

giovedì 8 dicembre 2011

I campi elettromagnetici e la salute

In questi giorni si parla molto di cellulari e dei loro possibili effetti sulla salute (grazie soprattutto alla recente puntata di Report sull'argomento). In questo video Emilio del Giudice ci spiega le basi scientifiche per capire come e perchè i campi elettromagnetici possono avere degli effetti (sia positivi che negativi) sulla nostra salute.


domenica 13 novembre 2011

Finanza e Banche: il cancro dell'economia - Puntata REPORT

Ottima puntata di Report in cui si analizza il ruolo che la finanza speculativa internazionale e il sistema bancario (soprattutto banche d'affari) hanno in questa crisi e in generale nell'economia moderna.

La finanza speculativa deve essere illegale; questo dovrebbe essere il primo punto di qualsiasi programma di governo.

Buona visione:

giovedì 28 aprile 2011

20 SEGNALI DI UNA PROSSIMA TERRIBILE CRISI ALIMENTARE GLOBALE

Leggo questo articolo e mi viene in mente l'ultima puntata di Report, in cui si parla del prezzo del cibo e di come questo negli ultimi anni abbia subito importanti variazioni a causa della possibilità di “speculare” sulle materie prime. Qui il video (interessante dal minuto 00:06:00)
“...il problema è che tra il 2005 e il 2007, a seguito della deregolamentazione del mercato delle commodities entrano in gioco investitori istituzionali hedge founds e fondi pensione, e subito hanno un ruolo destabilizzante; loro scommettono sulla variazione dei prezzi delle commodities e comprano quelle agricole: cereali, soia.. esattamente come comprano petrolio, oro, minerali, ovvero scommettono sulla base di soli interessi di portafoglio, senza guardare alla disponibilità di beni e all’oscillazione della domanda…”

A tale proposito mi fanno riflettere le pubblicità di certi siti in cui ti invitano a “investire” tramite loro su Indici, Forex (valute) e materie prime (che oltre a metalli e greggio comprende anche i cereali, per esempio).

Ovviamente questo articolo non fa che rinforzare la convinzione che sia necessario trovare e mettere in atto il prima possibile delle soluzioni, per le quali rimando al precedente post: Una crisi del petrolio comporta una crisi alimentare - L'esperienza cubana e le possibili soluzioni



20 SEGNALI DI UNA PROSSIMA TERRIBILE CRISI ALIMENTARE GLOBALE

di ALEX JONES
theeconomiccollapseblog.com

Nel caso non l’aveste notato, il mondo è sull'orlo di un’orribile crisi alimentare globale.

In un dato momento, tutto questo potrà riguardare tu e anche la tua famiglia. Potrebbe non avvenire oggi, e forse neanche domani, ma accadrà. Il tempo impazzito e i disastri naturali hanno sconvolto la produzione agricola in molte aree del globo negli ultimi due anni. Nel frattempo, i prezzi del petrolio hanno iniziato a impennarsi. L’intera economia globale è basata sulla possibilità di utilizzare enormi quantità di petrolio a basso costo per produrre economicamente il cibo e le altre merci, per poi trasportarli su vaste distanze.

Senza il petrolio a basso prezzo, i giochi cambiano. Il terreno arabile sta calando a tassi sconcertanti e i bacini acquiferi fondamentali di tutto il mondo vengono prosciugati a un ritmo folle. I prezzi mondiali del cibo hanno raggiunto i suoi massimi e continuano a salire in modo aggressivo. E allora cosa accadrà al nostro mondo quando centinaia di milioni di persone non riusciranno più a nutrirsi?

La maggior parte degli Americani si è così assuefatta ai supermercati, da cui prelevano quantità industriali di cibo economico, che non riescono neppure a immaginare la vita che si incammina in un’altra direzione. Sfortunatamente, quell’epoca sta finendo. Ci sono tutte gli indizi possibili per capire che stiamo entrando in un’era dove non ci sarà abbastanza cibo per tutti. Quando la richiesta di cibo incrementa, i prezzi sono destinati a salire. E già ora stanno salendo. Diamo un’occhiata alle ragioni per cui un numero sempre maggiore di persone ritiene che un’imponente crisi alimentare sia all’orizzonte. Questi sono venti segnali che parlano di un’orribile crisi alimentare globale in arrivo…


#1 In base alla Banca Mondiale, 44 milioni di persone in tutto il mondo sono stati trascinati nella povertà estrema dallo scorso giugno a causa degli aumenti dei prezzi del cibo.

#2 Il mondo sta perdendo terreno coltivabile a un tasso eccezionale. Infatti, con le parole di Lester Brown, "un terzo della terra arabile del pianeta sta perdendo lo strato superficiale in modo più rapido di quanto non venga riformato dai processi naturali".

#3 A causa dei sussidi statunitensi all’etanolo, quasi un terzo del mais coltivato negli USA è utilizzato per la produzione di carburanti. Tutto ciò mette in forte tensione il prezzo granturco.

#4 A causa della mancanza d’acqua, alcuni paesi nel Medio Oriente sono obbligati a confidare quasi totalmente sulle importazioni dei generi alimentari basici. Ad esempio, è stato stimato che non ci sarà più produzione di farina in Arabia Saudita dal 2012.

#5 Le falde freatiche in tutto il globo stanno calando di livello ad un tasso preoccupante a causa del sovrapompaggio. In base ai dati della Banca Mondiale, ci sono 130 milioni di persone in Cina e 175 milioni in India che si sono potuti nutrire grazie a cereali coltivati con l’acqua pompata dai bacini idrici a un ritmo maggiore del suo ripristino naturale. Cosa succederà quando l’acqua si esaurirà?

#6 Negli Stati Uniti, il sistematico abbassamento del bacino acquifero dell’Ogallala trasformerà il granaio d’America in una conca polverosa.

#7 Malattie come la ruggine dello stelo UG99 si sta diffondendo a tassi sempre maggiori in vasti segmenti della catena alimentare mondiale.

#8 Lo tsunami e la conseguente crisi nucleare in Giappone hanno reso vaste aree agricole della nazione inutilizzabili. Infatti, ci sono molti che credono che una porzione significativa del Giappone settentrionale sarà dichiarata inabitabile. Senza considerare il fatto che molti sono convinti del fatto che l’economia giapponese, la terza più importante del mondo, è probabile che per questa ragione abbia un collasso.

#9 Il prezzo del petrolio potrebbe essere il fattore-chiave in questa lista. Il modo in cui si produce il cibo è totalmente dipendente dal petrolio. Il modo con cui trasportiamo il cibo è totalmente dipendente dal petrolio. Quando si hanno prezzi del petrolio in impennata, l’intera catena alimentare diventa molto più costosa. Se il prezzo del petrolio continuerà a rimanere alto, avremo prezzi delle derrate molto più alti e alcune modalità di produzione del cibo non avranno più possibilità di esistere.

#10 In un dato momento il mondo potrà aver a che fare con una seria penuria di fertilizzanti. In base agli studiosi del “Global Phosphorus Research Iniziative”, non avremo abbastanza fosforo per soddisfare le richieste degli agricoltori fra 30 o 40 anni.

#11 L’inflazione dei prezzi del cibo ha già devastato molte economie del pianeta. Ad esempio, l’India sta facendo i conti con un’inflazione su base annua dei prezzi alimentari del 18 per cento.

#12 In base alle Nazioni Unite, il prezzo globale del cibo ha raggiunto un nuovo massimo in febbraio.

#13 In base alla Banca Mondiale, il prezzo globale del cibo è aumentato del 36% negli ultimi dodici mesi.

#14 Il prezzo della farina è quasi raddoppiato dalla scorsa estate.

#15 Il prezzo del mais è quasi raddoppiato dalla scorsa estate.

#16 Il prezzo della soia è salito di circa il 50% dallo scorso giugno.

#17 Il prezzo del succo di arancia è raddoppiato dal 2009.

#18 Ci sono circa tre miliardi di persone nel pianeta che vivono con l’equivalente di due dollari al giorno, o anche meno, e il mondo è sulla soglia di un disastro economico che si potrà verificare prima della fine di quest’anno.

#19 Il 2011 è già ritenuto uno degli anni più pazzi dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Le rivoluzioni che hanno sconvolto il Medio Oriente, gli Stati Uniti si sono precipitati nella guerra civile libica, l’Europa che vede davanti a sé un collasso finanziario e il dollaro statunitense in fin di vita: niente di tutto ciò può essere considerato una buona notizia per la produzione mondiale di cibo.

#20 Ci sono voci persistenti che avremo penurie da parte di qualche grande fornitore di cibo d’emergenza negli Stati Uniti. Ciò che segue è un estratto dal recente "allarme rosso" postato su Raiders News Network....

Guardati attorno. Leggi le notizie. Vedi come le più grandi fabbriche di cibo, di iodato di potassio e altri produttori di generi d’emergenza chiudono i loro negozi on-line e pubblicano informazioni, come quelle del sito ufficiale di Mountain House e di Thyrosafe, dove spiegano che, a causa della domanda soverchiante, per il momento chiudono i battenti, sperando di riaprire in futuro.


Cosa significa tutto ciò? Significa che manca poco tempo. Per anni, tante Cassandre hanno strillato e parlato di una crisi alimentare in procinto di verificarsi. Bene, arrivati a questo punto non dobbiamo allarmarci più di tanto. I prezzi del cibo sono iniziati a salire, ma la verità è che i nostri magazzini sono ancora ricolmi fino al soffitto di una gigantesca quantità di cibo spazzatura.

Comunque, bisogna essere proprio idioti per non aver visto i segnali premonitori. Basta guardare a cosa è successo in Giappone dopo l’11 di marzo. Gli scaffali dei negozi sono stati spazzolati quasi all’istante. Non avverrà oggi, e probabilmente non avverrà domani, ma una crisi alimentare da record ci colpirà pesantemente. Cosa farete, tu e la tua famiglia? Sarebbe bene cominciare a pensarci.

Alex Jones