Rifacendomi al contenuto dell’articolo vorrei dire che, a mio parere, non è il consumo in sé a caratterizzare in modo così negativo la situazione descritta, quanto quello che c’è dietro: il profitto come unico “Dio”.
IO UN CONSUMATORE?
DI ELLEN DANNIN
Truthout.org
Dove sono finite tutte le persone? Per non parlare dei cittadini, degli esseri umani, dei vicini, degli abitanti, di individui, uomini, donne, adulti, bambini, lavoratori, impiegati, datori di lavoro... Improvvisamente, ovunque, spariti, tutti. Il loro posto è stato preso dai consumatori.
Non è una questione di destra o sinistra. La National Public Radio (NPR), la meno schierata, ha usato questo termine. In un discorso al Congresso, il liberale Economic Policy Institute (EPI) ha detto che i redditi dei consumatori si sono abbassati. E Fox News ha riferito che, non le “persone” o i “benefattori”, ma i consumatori, credendo di fare donazioni per le vittime di disastri naturali, sono stati truffati dai criminali.
Qualcuno potrebbe pensare che i relatori di questi eventi si siano accorti che i loro soggetti non erano impegnati a consumare, divorare o mangiare. Piuttosto, in ognuna di queste situazioni, i cosiddetti consumatori erano “cotti a puntino”, erano il “cosa c’è per cena”, il “piatto del giorno”. Erano, se non altro, vittime. Mangiati in un boccone.
Ciò costringerà gli esperti a un'indagine per scoprire quando esattamente le persone hanno smesso di essere tali, quando la loro completezza e complessità sono state eliminate per essere sostituite dal consumo. Chi può dare una risposta a questa domanda? Chi può spiegare cosa significhi e cosa significherà nel prossimo futuro?
C’è del vero nel termine "consumatore", ma, ad essere onesti, siamo consumatori tanto quanto consumati. Fox, NPR, EPI e compagnia ci hanno fatto uscire allo scoperto. Siamo quello che consumiamo. E’ sempre più ovvio. Al giorno d’oggi la nostra unica forma di relazione con l’altro, esseri umani e cose, è il consumo. Da una parte all’altra del paese siamo stati assemblati per formare una macchina divoratrice, che consuma piante, animali, paesaggi, bellezza e risorse di ogni tipo senza nessuna preoccupazione per il futuro, per i nostri figli o nipoti o i nostri discendenti per i millenni a venire. Noi, consumatori concentrati a comprare case-trofeo e a rimpinguare i nostri fondi pensionistici in modo da permetterci di consumare “guardando avanti”. Che stessimo “guardando avanti” o no, non stavamo certo pensando alle impronte lasciate sul nostro cammino, finché giunse il giorno in cui ci accorgemmo che tutto ciò che avevamo era spazzatura e che saremmo annegati in una pozza d’acqua.
Come consumatori viviamo in un eterno presente, che ingloba e elimina tutto. Ma i nostri avi avevano capito l’importanza dell'essere prudenti, del preservare. Capirono l’importanza di costruire infrastrutture dal valore durevole, non pensando solo a sé stessi, ma anche ai propri figli e discendenti. Capirono, come fece Oliver Wendell Holmes, che le tasse che stavano pagando erano il prezzo per l’ammissione alla vita in una società civilizzata. Capirono che vivere in una società civilizzata significa procurare nutrimento reale e la miglior educazione possibile, per tutti. Quella società alla fine era devota al principio “Ciò che avete fatto per l’ultimo tra loro l’avete fatto per me”.
Le cose che fecero e produssero stanno ancora contribuendo alla nostra sicurezza e al nostro progresso. Tra l'altro, crearono un sistema educativo di alto livello e largamente sovvenzionato, che ha eliminato l’ostacolo dei costi e ha reso il nostro paese leader in tanti settori. Staremmo meglio oggi se ci fossimo resi conto dell’investimento che fecero per noi, invece che consumare e distruggere quest'eredità.
Molto del futuro che essi sognarono esiste ancora. Le infrastrutture realizzate sostengono ancora il nostro benessere e il nostro successo. Il loro impegno e la loro fatica sono sempre di vitale importanza per il nostro futuro.
Ironicamente, ci sono grandi appetiti là fuori e veri consumatori che sono invisibili nonostante l’ammontare dei loro consumi. È grazie alla loro sollecitazione che abbiamo gettato via la nostra umanità e il nostro posto nella lunga catena della vita e dell'esistenza.
Chi sono i veri consumatori? Quelli che affermano che l’economia è tutto. Che sostengono che si devono prendere “decisioni forti”, e poi queste “decisioni forti” hanno sempre lo stesso risultato, rendere i ricchi sempre più ricchi e peggiorare la condizione degli oppressi e degli sfruttati.
Tutto questo non è frutto di un complotto. Ce lo siamo imposto da soli. E perseveriamo nel consumare il nostro futuro, la nostra umanità.
Forse è ormai troppo tardi, ma non dobbiamo smettere di sforzarci di tirar fuori la nostra personalità e risanare la nostra umanità. Abbiamo bisogno di capire dove ci siamo persi. Questo compito riguarda ognuno di noi, il compito di lasciare i nostri giocattoli e pensare cosa ci può davvero rendere sicuri e felici.
Ellen Dannin, Fannie Weiss distinguished faculty scholar, è docente di legge alla Penn State Dickinson School of Law e autrice di "Taking Back the Workers' Law - How to Fight the Assault on Labor Rights"(“Riprendere la Legge sul Lavoro – Come Combattere l’Attacco ai Diritti dei Lavoratori”)
Titolo originale: "I, Consumer?"
Fonte: http://www.truthout.org
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30.04.2011
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SABRINA TONCINI
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mercoledì 25 maggio 2011
L’Uomo è morto – A proposito di profitto
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sabato 3 aprile 2010
I GUARITORI E IL CALCOLO DELLE PROBABILITA' - perchè chi si è sottoposto alle loro terapie dice che funzionano?

I guaritori e il calcolo delle probabilità
Il seguente brano vuole mostrare come dalla parte dei presunti guaritori giochi, oltre alla “faciloneria” dei soggetti che si sottopongono a tali presunte “terapie”, anche la statistica e il calcolo delle probabilità.
Come premessa dobbiamo definire il tipo di problemi per i quali i “faciloni” si rivolgono ai “guaritori”, e dobbiamo attribuire la probabilità che quel problema si risolva il giorno seguente per ragioni estranee all’intervento del “guaritore”.
Per quanto riguarda il tipo di problemi, possiamo individuare nei problemi fisici di lieve entità la ragione principale per cui i “faciloni” si rivolgono ai “guaritori”. Problemi quali forti mal di testa, dolori articolari, muscolari, lievi problemi respiratori o anche lievi problemi di origine psicologica quali stati depressivi, sono altamente frequenti nella popolazione e solitamente non molto duraturi. Proprio la specialità dei “guaritori”: la maggior parte di loro ammette infatti con molta “umiltà” di non poter guarire le persone dal cancro, ma di poter agire su tutta una serie di problemi e fastidi minori.
Per rendere maggiormente comprensibile l’esempio attribuiamo all’eventualità che il problema si risolva il giorno successivo per cause estranee all’eventuale intervento del nostro “guaritore” una probabilità del 50% (come se si trattasse del lancio di una moneta: nel 50% dei casi uscirà testa e il soggetto il giorno dopo non avrà più quel problema, nell’altro 50% uscirà croce e il soggetto l’indomani patirà ancora quel disturbo).
Il soggetto del nostro esempio è il Sig. Ettore, un vivace signore di 60 anni, dall’aspetto giovanile amante della compagnia e del buon vino.
Il Sig. Ettore, dopo il convivio della sera prima, si alza il Lunedì mattina con un forte mal di testa che proprio non riesce a spiegarsi. Inizialmente ipotizza che sia dovuto al simposio domenicale, ma al perdurare del problema fino a tarda sera l’ipotesi vacilla. Si convince allora che un buon riposo possa risolvere tutto. Affrancato da questa convinzione si corica presto per godere appieno del sonno ristoratore.
Purtroppo per lui la mattina seguente i sintomi non migliorano. La cosa si ripete anche il giorno successivo fino a quando, il Mercoledì mattina, decide di chiamare un suo amico per prendere appuntamento da questo “guaritore” perché proprio non ne può più. Durante la giornata di Mercoledì il mal di testa non migliora, neanche con l’aiuto di aspirine e simili, e il nostro amico aspetta con impazienza l’appuntamento dell’indomani.
Siamo a Giovedì, e il Sig. Ettore si reca speranzoso a casa del “guaritore”.
Sin dall’inizio della seduta quest’ultimo premette che non fa miracoli, e che affinché questo genere di terapie possa produrre un effetto, solitamente si richiede una serie di 10 “sedute”. Il nostro amico, non avvezzo ad argomenti quali energie sottili, Prana, Chi &co. accetta di buon grado, pur di risolvere quel fastidioso problema.

Prima di procedere oltre con l’esempio, è meglio fare un punto della situazione.
Come premesso la probabilità che il problema si risolva il giorno dopo è del 50%, questo implica che Ettore ha il 50% di probabilità (lo 0,5) di svegliarsi il Martedì mattina senza più alcun mal di testa. La stessa cosa si dica per il Mercoledì ed il Giovedì mattina, il giorno dell’incontro col “guaritore”. Da un rapido calcolo possiamo dire che le probabilità che Ettore si svegli il Mercoledì mattina senza alcun disturbo è dello 0,25 (0,5 x 0,5) o 25%, mentre il giorno dopo, Giovedì, sarà dello 0,125 o 12,5%.
Ora la cosa importante da evidenziare è che se il Sig. Ettore risolve il suo problema prima dell’incontro col “guaritore” dirà al suo amico di annullare l’appuntamento in quanto il problema “per fortuna” si è risolto da solo. In questo modo le “abilità” del presunto guaritore non verranno messe sotto esame.
Quest’eventualità si verificherà nell’ 87,5% dei casi (50% + 25% + 12,5%).
Che cos’accadrà nel restante 12,5%? Riprendiamo l’esempio.
Siamo a Giovedì ed Ettore si sta sottoponendo alla prima delle 10 sedute “terapeutiche”. Dopo un’oretta o poco più di rilassamento sul lettino del “terapeuta”, mentre questi era intento nelle sue pratiche, Ettore viene congedato con un bel sorriso e il portafoglio alleggerito di un’”offerta” (un particolare degno di nota a fini fiscali).
A questo punto arriviamo a Venerdì, e anche qui avremo il 50% di probabilità che Ettore si svegli senza più alcun disturbo. Se questo non si verifica il sig. Ettore penserà che effettivamente, come gli era stato detto, quelle “cose” per far effetto devono essere ripetute con una certa regolarità e per un certo periodo. Il giorno stesso, quindi, si recherà speranzoso dal “terapeuta/guaritore” esponendogli gli eventuali leggeri miglioramenti o peggioramenti, per poi sottoporsi nuovamente alla terapia.
(Anche per gli eventuali miglioramenti o peggioramenti le possibili spiegazioni che possono essere date dal “guaritore” sono infinite. Per esempio, un leggero miglioramento sarà interpretato come i primi effetti della terapia, mentre un peggioramento sarà attribuito a quelle “energie” che erano in noi assopite o mal indirizzate e che la terapia ha risvegliato o corretto, causando una reazione all’interno dell’organismo, segno che la terapia sta lavorando. Della serie “il banco vince sempre”).
Nell’ipotesi in cui, invece, Ettore si è svegliato il Venerdì mattina senza più alcun disturbo, immediatamente il nostro amico attribuirà tutto il merito al “guaritore”, senza esitare un secondo. A questo punto non è detto che tutte e 10 le sedute abbiano luogo, probabilmente, vista l’inaspettata efficacia, il Sig. Ettore si sottoporrà solo a 3 o 5 sedute, tanto per essere sicuri che l’effetto delle terapie non sia temporaneo.
Gli stessi ragionamenti verranno messi in atto l’indomani di ogni “seduta terapeutica” (nel nostro esempio Ettore si sottopone ad una seduta ogni giorno per dieci giorni).
E nella remota eventualità in cui dopo tutte e dieci le sedute (dopo dieci giorni quindi) il problema non si sia ancora risolto? Possiamo dire che l’efficacia di quelle sedute terapeutiche è paragonabile all’efficacia di un quotidiano pisolino di un’oretta?
Assolutamente no, infatti anche in quest’evenienza il presunto “guaritore” cadrà in piedi!
Infatti, attribuirà alla mancata efficacia delle proprie pratiche un’inaspettata profondità del problema che, di conseguenza, necessiterà di ulteriori sessioni terapeutiche per poter essere risolto. Probabilmente, per rendere l’offerta più appetitosa, il nostro “terapeuta” proporrà l’introduzione di nuove tecniche terapeutiche in aggiunta a quelle precedenti per affrontare meglio il problema.
(Lo so, viene spontaneo domandarsi “perché tira fuori queste nuove tecniche solo ora, e non le ha applicate sin dall’inizio?” Purtroppo in quelle occasioni non si da molto ascolto alla nostra razionalità, anche perché in quel caso dovremmo ammettere di aver commesso un banale errore fidandoci delle presunte capacità terapeutiche di uno sconosciuto, e ammettere i nostri errori è una delle cose che ci riesce peggio).
Vediamo ora qual’ è l’efficacia del nostro terapeuta dal punto di vista dei soggetti che si sono sottoposti alle terapie.
Come abbiamo visto in precedenza solo nel 12,5% dei casi il nostro amico Ettore si sarebbe sottoposto a tali terapie in quanto solo con quella probabilità un lieve problema come quelli descritti all’inizio si sarebbe protratto sino al quarto giorno.
Prima di procedere oltre è meglio var vedere la questione da un’altra prospettiva, per facilitarne la comprensione.
Dire infatti che il Sig. Ettore ha solo il 12,5% delle probabilità di andare dal terapeuta, equivale a dire che su 1'000'000 un milione di soggetti svegliatisi il Lunedì mattina con un forte mal di testa, solo 125’000 patiranno ancora quel problema il Giovedì e di conseguenza andranno dal “terapeuta”.
Quindi il totale di soggetti che si sottopone a terapia (e che potrà testare l’efficacia del guaritore) è di 125’000.
Ora, come abbiamo premesso, il 50% di loro risolverà il problema il giorno seguente (Venerdì). Quindi (125’000 diviso due è uguale a 62’500) 62’500 soggetti crederanno di essere guariti grazie ad una sola seduta di terapia.
La cosa si ripete per tutti e dieci i giorni di terapia, e dallo schema seguente si può evincere come nel nostro caso la probabilità di non aver risolto il problema dopo i 10 giorni di “terapia” sia pari allo 0.0122% ovvero 122 persone su un milione.
Gio Ven Sab Dom Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
Giorni di terapia: 1° 2° 3° 4° 5° 6° 7° 8° 9° 10°
Soggetti non guariti: 125000 62500 31250 15625 7812 3906 1953 976 488 244 122
Soggetti guariti l'indomani: 62500 31250 15625 7813 3906 1953 977 488 244 122
Probabilità %: 12,5 6,25 3,125 1,5625 0,7813 0,3906 0,1953 0,0977 0,0488 0,0244 0,0122
Da questo semplice esempio possiamo vedere come ben 124'878 persone su 125'000 (ovvero il 99,9024%) crederanno di esser guarite grazie all’intervento del “terapeuta” (mentre in realtà il problema si è risolto per altre cause).
Ovviamente questo è solo un esempio, e molti aspetti sono stati semplificati per rendere la cosa più chiara e comprensibile, ma dovrebbe comunque farci riflettere sulla facilità con cui degli eventi casuali possano essere invece attribuiti a determinate cause o essere soggettivamente caricati di significato.
Con questo non voglio dire che tutti i terapeuti o presunti guaritori siano dei criminali, molti di loro sono in buona fede, e alcuni, chissà, hanno veramente delle sconosciute capacità guaritrici.
Ciò nondimeno dobbiamo ricordarci, ogni volta che ci avviciniamo a tali argomenti, di procedere cautamente, in modo razionale e consapevole, cercando sempre delle basi oggettive o delle prove su cui basare le nostre scelte, i nostri giudizi e credenze.
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