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venerdì 12 marzo 2010

Le mammografie provocano il cancro al seno



Alcuni sostengono che il fatto di non sottoporsi annualmente mammografia comporti che innumerevoli donne riceveranno una virtuale condanna a morte, in quanto i loro tumori del seno non verranno scoperti. Quel che tuttavia viene raramente discusso in merito alle mammografie è che i test potrebbero di fatto provocare numerosi casi di cancro al seno.
Un nuovo studio, presentato in occasione del convegno annuale della Radiological Society of North America (RSNA), conclude che le radiazioni a basso dosaggio derivanti dalla mammografia annuale aumentano il rischio di cancro al seno in donne con predisposizione genetica famigliare. Tale aspetto desta particolare preoccupazione in quanto le donne ad alto rischio di cancro al seno vengono indotte a iniziare le mammografie in più giovane età - intorno ai 25 anni - a significare che queste donne vengono esposte a maggior quantità di radiazioni da mammografia prima e per un maggior numero di anni rispetto alle donne che non presentano cancro al seno nel rispettivo albero genealogico. Marijke C. Jansen-van der Weide, Pdh, epidemiologa presso il Dipartimento di Epidemiologia e Radiologia del centro medico universitario Groningen , Olanda, in una dichiarazione ai media ha affermato: “Per le donne a elevato rischio di cancro al seno lo screening è assai importante tuttavia, allorquando si consideri la mammografia per screening di giovani donne, in particolare di età inferiore ai 30 anni, sarebbe necessario assumere un atteggiamento assai prudente. Per di più, la ripetuta esposizione a radiazioni in bassa dose aumentano il rischio di cancro al seno tra queste giovani donne già di per sé ad alto rischio, quindi un approccio cauto è giustificato.” Se siete abbastanza ingenue da farvi irradiare ogni anno il seno, allora non rimanete stupite o sconvolte se un giorno ci troveranno annidato un tumore.

(Fonte: Natural News, 2 Dicembre 2009, http://tinyurl.com/yamx7c8)

Tratto dalla rivista “Nexus New Times”

martedì 9 marzo 2010

Ignorata cura per l’HIV


Il Dr. Gero Hutter, in forza al dipartimento di ematologia, Oncologia e Trasfusioni del Charity University Hospital di Berlino, Germania, ha elaborato un innovativo trattamento per eliminare tutte le tracce di HIV nei pazienti.
La cura è stata descritta per la prima volta dei medici tedeschi nel febbraio 2008, in occasione della XV convegno annuale su Retrovirus e Infezioni Opportunistiche tenutosi a Boston, USA. Il New England Journal of Medicine ne ha pubblicato un rapporto sul numero del 12 febbraio 2009.
Il caso della cura in questione riguardano un quarantenne statunitense impiegato professionalmente a Berlino, il quale era positivo all'HIV da un decennio. L'infezione da HIV veniva tenuta sotto controllo da quattro anni tramite un regime di trattamento convenzionale. Tuttavia, allorquando il paziente ha sviluppato una leucemia, Hutter, invece di optare per il donatore più compatibile, ha intenzionalmente scelto un donatore di cellule sterminali il quale aveva una mutazione genetica nota come CCR5-delta32.
Hutter rammentava una ricerca esaminata per la prima volta nel 1996, nel cui contesto si rilevò che alcuni omosessuali dell'area di San Francisco non venivano infettati da HIV a dispetto di attività sessuali a rischio. In seguito si scoprì che gli uomini in questione avevano tutti la mutazione genetica CCR5-delta32.
Il trapianto di cellule sterminali sul paziente ha avuto successo, anche se egli ne ha dovuto subire un secondo (dal medesimo donatore) quando si è verificata una recidiva della leucemia.
Da due anni il paziente non assume farmaci contro l’HIV, non è manifesta tracce rilevabili nel sangue, ossa, intestino o linfonodi e presenta un conteggio normale delle cellule-T.

(Fonte: BaldwinCountyNow.com, 27 maggio 2009, http://tinyurl.com/kvt5hg)

Tratto dalla rivista “Nexus New Times”

mercoledì 16 dicembre 2009

Il più elevato grado di segretezza sulle invenzioni nell'arco di un decennio


Quest'anno il numero complesso degli ordini di segretezza sulle invenzioni che il governo statunitense ha imposto sulle domande di brevetto è aumentato ancora, raggiungendo la quota di 5081 alla fine del mese scorso (settembre), la cifra più alta dal 1996 a questa parte.
In base alla Secrecy Invention Act del 1951, le agenzie del governo statunitense hanno la facoltà di limitare la divulgazione di una domanda di brevetto ogni qualvolta la sua pubblicazione venga ritenuta “nociva per la sicurezza nazionale”.
Nell'anno fiscale 2009 sono stati emessi 103 nuovi ordini di segretezza, mentre 45 ordini esistenti sono stati abrogati. Vi erano ventuno nuovi ordini di segretezza “John Doe” - quelli imposti a inventori privati che non sono appaltatori del governo.

(Fonte: Secrecy News, 22 ottobre 2009 http://fas.org/blog/secrecy/)

Tratto dalla rivista “NEXUS New Times”